Un Bombarolo

There is nothing, nowhere, neither on earth nor in heavens, that can make the true untrue or the untrue true. (Bartolomeo Vanzetti)

Essere sfigati.

Ci ho messo qualche giorno, a farmi un’idea sulla dichiarazione del Sottosegretario Martone, sul fatto che chi si laurea dopo 28 anni è sfigato. Non commento la polemica e le scuse che ne sono seguite, forse, prima o poi, i nostri politici dovrebbero iniziare a misurare le parole, prima di dirle. Invece, si trovano tanto bene a puntualizzare e smentire il giorno dopo, ma la colpa è nostra, ce li siamo scelti così.

È proprio sul concetto di sfigati che ho fatto un pensiero. Io mi sono laureato a 23 anni, ho conseguito il dottorato di ricerca a 27 e nei 7 anni successivi ho avuto contratti con università ed enti di ricerca italiani e stranieri. Oggi posso scegliere tra un’offerta d’oro in Germania e una vita di incertezza in Italia. Lo sfigato sono io. Vedo nelle università professori che vanno in pensione e che vengono richiamati con contratti “VIP”, perché se no non si sa a chi far fare le lezioni, vedo enti di ricerca in difficoltà, ma vedo anche il blocco delle assunzioni per la pubblica amministrazione, e università ed enti di ricerca sono pubblica amministrazione. Sono molto sfigato. Vedo pochi contratti da precario, attribuiti in base a criteri più o meno meritocratici, a volte anche sulla base della fedeltà del precario al barone di turno. Qua la sfiga me le sono costruito da solo.

Non è sfigato chi si laurea a 28 anni. È sfigato chi si laurea in tempo, fa in tempo tutto il cursus honorum (onori pochi, in verità) per intraprendere una carriera accademica e si trova bloccato dalle leggi di uno stato miope e dall’inerzia di un’accademia troppo anziana e autoreferenziale. Oggi in Italia molti stanno in una condizione come la mia, e ne soffrono. E ne soffrono ancora di più sentendo queste dichiarazioni da parte di chi ha responsabilità di governo. Prendendo a prestito le parole di un grande italiano del passato, «Io non augurerei a un cane o a un serpente, alla più bassa e disgraziata creatura della Terra; io non augurerei a nessuna di queste ciò che io ho dovuto soffrire per cose di cui io non sono colpevole. Ma la mia convinzione è che ho sofferto per cose di cui io sono colpevole. Io sto soffrendo perché io sono un radicale, e davvero io sono un radicale; io ho sofferto perché ero un Italiano, e davvero io sono un Italiano».

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Una risposta a “Essere sfigati.

  1. Del non-sense, del cazzeggio e del potere disinfettante della cenere. La demenza, come sempre, e' una virtu'. 1 febbraio 2012 alle 13:33

    essere sfigati con un cervello è una delle condizioni più disgraziate negli ultimi tempi…

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