Un Bombarolo

There is nothing, nowhere, neither on earth nor in heavens, that can make the true untrue or the untrue true. (Bartolomeo Vanzetti)

Divorzi lampo e matrimoni inesistenti.

È in discussione in Parlamento una norma per accorciare i tempi del divorzio. Ad oggi, una coppia che decide di divorziare devefare un percorso piuttosto lungo. Per prima cosa, deve ottenere la separazione. Se la separazione è consensuale, la procedura richiede un tempo variabile, da tre a nove mesi, diciamo. Dalla separazione devono trascorrere almeno tre anni per richiedere il divorzio, dopodiché, con un’altra udienza, si può sancire la fine degli effetti civili del matrimonio. Per gli effetti religiosi la faccenda è più complicata. Mettendo insieme tutto, si ottengono circa quattro anni, sempre che non ci siano stati ripensamenti nel mentre. Secondo la nuova legge, dall’attuale triennio di separazione si dovrebbe passare ad un biennio per le coppie con figli e ad un solo anno per le coppie senza figli o con figli maggiorenni. Ovviemante, parte il dibattito.

Il dibattito sul divorzio, in Italia, nacque col divorzio stesso. Introdotto nel dicembre 1970, già nel gennaio 1971 veniva proposto un referendum per la sua cancellazione. Il referendum ebbe luogo nel 1974, votarono l’87,7% degli aventi diritto e vinsero i NO con quasi 60% dei voti. Il divorzio rimase ammesso nell’ordinamento italiano, e direi per fortuna, visto che gli unici due paesi del mondo che non prevedono il divorzio sono la Città del Vaticano e le Filippine. Dal referendum del 1974, ciclicamente, si ripetono conati di revisionismo e qualcuno propone di rivedere la legge. Pare che, nonostante le annose ingerenze della Chiesa, in questo periodo l’oscillazione è nella direzione opposta.

Secondo me, quattro anni sono molti. Intanto, una coppia non decide di separarsi in un giorno. Se pensiamo che le cose debbano andare male almeno per un anno, prima di andare dall’avvocato, ecco che gli anni diventano almeno cinque. Cinque anni di litigi, cause, avvocati, telefonate, pianti, bambini dai nonni, colpe rinfacciate, amanti nascosti e amanti ostentati, soldi buttati via e soprattutto tempo buttato via. Cinque anni sono tanti. Per rapina, in Italia, si prendono da tre a dieci anni. Con sconti e buona condotta, il peggior rapinatore passa in carcere lo stesso tempo che una coppia impiega da quando inizia a litigare a quando può divorziare. Per quello che ho visto succedere ad amici miei, quando si ottiene la separazione si è già pronti per il divorzio. Io credo che un taglio ai tempi sia salutare.

Molte coppie, però, hanno bambini. Coi bambini diventa tutto più complicato. D’altra parte, i bambini nascono anche da coppie non sposate. Quanti sono i bambini che hanno una situazione familiare “non convenzionale”? Probabilmente molti. Quindi, ci sono bambini nati da matrimoni che finiscono in un divorzio e bambini che nascono da matrimoni inesistenti. In molti paesi una coppia può siglare un contratto di convivenza, acquisire dei diritti e dei doveri reciproci, sciogliere questo contratto con relativa facilità. In Italia no, Mastella ci fece cadere l’ultimo Governo Prodi, qualche anno fa, quando da sinistra lo proposero.

Ora, vorrei chiedere a chi crede che eliminare il divorzio e negare i contratti di convivenza siano modi di invogliare la gente a sposarsi in chiesa, non crediamo invece che sia il contrario? che molte coppie convivono, al più si sposano con rito civile dopo anni di convivenza perché hanno figli o necessitano di assistenza reciproca proprio perché non ci sono alternative e perché ottenere il divorzio è una via crucis? E infine, chi sono io per impedire a due persone di sposarsi? nessuno, mi sa, ma allora devo anche fare in modo che sia possibile divorziare, e che magari dopo sia anche possibile farsi una nuova famiglia.

Insegnamo di nuovo alla gente cos’è una famiglia, poi parliamo di legislazione. Ma non voglio farmelo insegnare da chi di famiglie ne ha alcune e poi organizza il Family Day. No.

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