Un Bombarolo

There is nothing, nowhere, neither on earth nor in heavens, that can make the true untrue or the untrue true. (Bartolomeo Vanzetti)

Pecorelle e Carabinieri.

La notizia di ieri di un manifestante NoTAV che insulta un Carabiniere è incredibile. A prescindere dalle ragioni dei manifestanti, proprio il singolo evento è astruso.

Il manifestante sembrava conscio di essere ripreso e, a quel che ho capito, ha dato il suo consenso alla trasmissione del filmato. Dal punto di vista giornalistico, questo non è più un reportage, ma una messa in scena. Il Carabiniere è rimasto impassibile, bontà sua, io, sinceramente, non so se sarei stato in grado. Il manifestante ha, con poche parole, aiutato la TAV più di tutte le forze dell’ordine che sono state schierate in Val di Susa in questi vent’anni. In una vicenda che già aveva polarizzato l’opinione pubblica tra simpatizzanti per i manifestanti e simpatizzanti per le forze dell’ordine, secondo me, questo video ha spostato il baricentro verso le forze dell’ordine. Nel complesso, però, temo abbia avuto un effetto ancora più potente nel distanziare le posizioni degli schieramenti. Dopo il grave episodio di Luca Abbà, quest’altro fatto non contribuirà sicuramente all’instaurarsi di un dialogo costruttivo: quello era stato un episodio molto più serio, ma questo rischia di essere molto più efficace.

Oggi sentiamo di scontri che continuano, manifestazioni in diverse città, treni bloccati. Ora, io vorrei capire, ma in questa storia ci sono troppe contraddizioni.

Costruiamo la ferrovia ad alta velocità, ma se nevica il traffico ferroviario si blocca.

La TAV serve all’economia, ma sposta persone e non merci.

I manifestanti sono poche decine di facinorosi o una fetta considerevole della popolazione?

I partiti si scannano su tutto, ma sulla TAV sono tutti d’accordo.

A questo punto, i casi sono due. O la TAV è davvero utile e semplicemente nessuno è riuscito a trovare argomenti validi per spiegarlo alla gente, oppure la macchina burocratica ed economica è inarrestabile, e anche se qualcuno ha pensato che la TAV sia un’idea balzana, non è più possibile fermarla. In ogni caso, lo stato è lontano anni luce dalla gente. Oggi, se lo stato fosse vicino alla gente, solo una cosa dovrebbe fare. Fermare il cantiere.

Dovrebbero poi mandare a casa poliziotti e carabinieri. Aspettare del tempo. Tanto. Rifare i conti, rivedere i progetti, ridiscutere con la gente. Aspettare altro tempo, di nuovo tanto. Se, dopo tutto questo, saremo tutti convinti che la TAV serve ancora, magari, forse, chissà, il cantiere potrà anche riaprire. In quel caso, i valsusini lo guarderanno con la speranza di un radioso futuro di sviluppo e ricchezza, e ci saranno una decina di poliziotti disarmati, giusto per scortare i curiosi qua e là. Andare avanti come si sta andando avanti adesso è folle.

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