Un Bombarolo

There is nothing, nowhere, neither on earth nor in heavens, that can make the true untrue or the untrue true. (Bartolomeo Vanzetti)

Lavorare di più? o meglio?

Il Governatore della Banca d’Italia dice che bisogna lavorare di più e altre cosette. Tralasciando che nell’articolo di Corriere.it c’è la foto del Visco sbagliato (l’hanno corretta mentre scrivevo il post, bravi :)), l’argomento è comunque interessante. In questo momento sono in Germania, e azzardo un confronto tra l’approccio al lavoro che hanno qui con quello che abbiamo in Italia.

In Germania gli stipendi sono più alti che in Italia. Per fare lo stesso lavoro che faccio in Italia mi hanno offerto un stipendio più alto del 70% circa. Non il doppio, ma più di una volta e mezza. Non sono noccioline. L’orario di lavoro è simile, i giorni di ferie qualcuno in più e sono circondato da persone che cercano soddisfazione nel fare bene il loro lavoro. Sicuramente la differenza di salario pesa anche sul morale del lavoratore, ma questo è un argomento che in Italia non ho mai sentito nominare da nessuno. Ci possiamo illudere che il costo della vita sia più alto in Germania che in Italia, ma per la mia esperienza non è vero. Quindi, a parità di profilo lavorativo, un tedesco lavora un po’ meno e guadagna significativamente di più. Già Visco dovrebbe meditare, su questo.

Passando dal mondo della ricerca, che è oggettivamente un settore poco significativo, qualcuno ha fatto un confronto anche in ambito industriale, FIAT contro Volkswagen. Anche qua la situazione è incredibile, Up! e Panda, Polo e Punto, Golf e Grande Punto (o Stilo), gamme equivalenti, prezzi equivalenti, trattamento del lavoratore non equivalente, volume di vendite non equivalente. Cos’altro servirà per far capire a Marchionne che la FIAT è in crisi perché non sa competere sul mercato dal punto di vista della qualità e del marketing, e non dei costi di produzione?

Quindi, in Germania si lavora meglio, si viene pagati meglio, ma non si lavora di più. E si lavora anche con più soddisfazione. Dicevo prima che la differenza di stipendio pesa. Lo ribadisco, ma credo ci sia di più e di peggio. La nostra società, da almeno vent’anni a questa parte, non ci stimola a null’altro che a divertirci. Il lavoro è un male necessario, ma se si riesce a renderlo meno necessario è meglio. Gli studenti a scuola cercano di studiare il meno possibile, e anche all’università, e questo è un controsenso. La gente va a lavorare di cattivo umore e aspetta solo il fine settimana o le ferie. Lavoriamo male. E rendiamo meno di quello che potremmo. Ma se non siamo calciatori o veline, il nostro lavoro non può che essere uno schifo, quindi tanto vale che lo facciamo male.

L’unica cosa di cui abbiamo bisogno è che venga restituita al lavoro la dignità che merita.

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2 risposte a “Lavorare di più? o meglio?

  1. Ale [Tredici] 7 marzo 2012 alle 15:11

    Nooooo, ma quindi non è vera quella storia per cui se fai il ragioniere in Germania è più bello che farlo in Italia? È colpa del fatto che il lavoro non ha dignità? Noooo!

    A parte il sarcasmo: davvero un bel post.

    • unbombarolo 7 marzo 2012 alle 16:15

      Non direi che è più bello, diciamo che se da quando nasci ti insegnano che o sei un calciatore o non sei niente, fare il ragioniere bello non lo può essere.

      Grazie 🙂

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