Un Bombarolo

There is nothing, nowhere, neither on earth nor in heavens, that can make the true untrue or the untrue true. (Bartolomeo Vanzetti)

25 aprile.

In questi giorni, 67 anni fa, le ultime città del nord Italia venivano liberate dai tedeschi e dalle ultime frange di fascisti. A Genova l’insurrezione iniziò alle 9 del 25 aprile 1945 e il comando tedesco firmò la resa alle 19:30. Dall’8 settembre 1943 erano passati oltre 19 mesi: in quei 19 mesi molti giovani erano scappati dalle case e dalle caserme per diventare partigiani, altri avevano creduto fino all’ultimo giorno nel fascismo, aderendo alla Repubblica di Salò e combattendo al fianco dei tedeschi.

Dopo tanti decenni, c’è chi propone una distensione e un annullamento delle differenze tra chi combatté sulle due sponde. Io trovo che questo sia molto disdicevole, perché sottende la cancellazione delle colpe del regime che i repubblichini difendevano. I nostalgici ricordano Mussolini come l’ultimo Presidente del Consiglio sotto il cui Governo l’Italia ebbe il pareggio di bilancio, il condottiero delle guerre coloniali, il difensore della dignità della patria. Del fascismo ricordano la costruzione di grandi infrastrutture, la bonifica delle paludi, il Prefetto Mori contro la mafia.

I detrattori del fascismo ricordano l’alleanza con la Germania nazista di Hitler, le leggi razziali, le persecuzioni contro gli oppositori politici e, soprattutto, l’aver portato l’Italia in una guerra che ci costò quasi mezzo milione di morti. Il 25 aprile 1945 è stato la fine di tutto questo, del fascismo, della Seconda Guerra Mondiale, dell’occupazione tedesca, degli italiani (partigiani) che sparavano contro gli italiani (repubblichini) e solo per questo dovrebbe essere una festa per tutti, una festa di gioia per quello che i nostri nonni hanno visto iniziare quel giorno.

Resta il problema dei nostalgici del regime. Come diceva Voltaire, “non condivido la tua idea, ma darei la vita perché tu la possa esprimere”: questo è ciò che hanno fatto i partigiani, scrivendo una costituzione che consente a Forza Nuova e simili di esistere, ma è il contrario di quello che avevano fatto i fascisti nel ventennio precedente.

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2 risposte a “25 aprile.

  1. ILARIA PEDRA 25 aprile 2012 alle 16:45

    perfetto, finalmente un’analisi corretta della storia e del valore di una giornata come quella di oggi che andrebbe condivisa da tutti! Non conoscevo la citazione di Voltaire ma la sottoscrivo subito.
    Grazie!

    • unbombarolo 25 aprile 2012 alle 17:30

      Ti ringrazio. Voltaire la sapeva lunga, bisogna dire… quella frase mi ha colpito ogni volta che l’ho sentita citare, l’ultima è stato negli Stati Uniti, una ragazza ce l’aveva tatuata su una spalla, in italiano. Un po’ mi è sembrato che il destino me la volesse far leggere 🙂

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