Un Bombarolo

There is nothing, nowhere, neither on earth nor in heavens, that can make the true untrue or the untrue true. (Bartolomeo Vanzetti)

Nati con i piedi in mare.

Un giorno, a Parigi, una collega di Milano che lavora là mi disse che Genova non le era mai piaciuta molto, nonostante tutti i genovesi gliene avessero sempre parlato benissimo. Le risposi che, in effetti, le cose che più mi mancano, quando sono fuori, possono non toccare minimamente uno che a Genova non c’è nato: la focaccia a colazione e le navi in porto. Lei si stupì molto, perché erano le stesse cose che un altro genovese le aveva detto pochi giorni prima. Ecco, quando sono stato a San Francisco, a 9 ore di fuso orario da qui, il primo posto dove mi hanno portato è stato il porto, e mi sono sentito subito a casa. Più a casa che a Milano, per dire. Il mare è solo uno, quando sei in un porto, puoi salire su una nave e scendere in qualunque altro porto, senza mai dover toccare terra prima. Per chi è nato con i piedi in mare, il mare avvicina, non divide.

Un altro giorno, a Genova, avevamo ospite una collega di Roma. La sera andammo a cena in un ristorante del centro e, dopo cena, facemmo un giro per il porto. Era l’inizio dell’estate, e in serata partivano traghetti e navi da crociera. Dalla punta del Molo Vecchio, dove eravamo, le avevamo molto vicine e, quando un grosso traghetto decise di staccarsi dal molo e andare verso l’uscita del porto, era evidente che sarebbe passato a poche decine di metri da noi. La collega romana mi pregò di allontanarmi dalla ringhiera, che una nave così grande così vicina le metteva ansia. Mi resi conto che per me quella nave era una usuale parte del paesaggio, per lei il mezzo con cui si può decidere di andare in vacanza, per cui, una cosa che al limite si vede una volta l’anno.

A Genova, un posto privilegiato per curiosare le attività del porto è l’isola di chiatte. Arrivando davanti all’Acquario, si aggira la coda e si prende la strada intitolata a Fabrizio de André e si percorre tutto Ponte Spinola. Attraccate alla punta del molo ci sono alcune chiatte, attrezzate con passerelle, ringhiere e panchine. Quando iniziano le giornate primaverili, l’isola di chiatte si anima di persone anziane, bambini, qualche raro turista (raro, perché pochi sanno che c’è e molti patiscono il mal di mare) e di me stesso, se posso. Peccato che posso di rado.

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4 risposte a “Nati con i piedi in mare.

  1. Miss Fletcher 1 gennaio 2013 alle 15:22

    Ma che belle le tue foto, sono l’essenza di Genova!
    Sai, io non so stare in città che non abbiano il mare, infatti mi era piaciuta tanto Amburgo, con il suo grande porto, mi pareva di essere a casa, come è stato per te a San Francisco.
    E non sai quanto mi spiace che non ci sia più l’isola delle Chiatte, era un posto così bello!
    Ora non so se la ripristineranno dopo che avranno terminato i lavori all’acquario per la vasca dei delfini, me lo auguro, era un luogo splendido!

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