Un Bombarolo

There is nothing, nowhere, neither on earth nor in heavens, that can make the true untrue or the untrue true. (Bartolomeo Vanzetti)

Servizio pubblico e monopolio pubblico.

In Italia, come in molti altri paesi, un certo numero di cose sono gestite dallo Stato o dagli Enti Locali, per cui parliamo di “azienda pubblica”. A seconda di cosa facciano, queste aziende pubbliche, preferiamo chiamarli “servizi pubblici” o “monopoli pubblici”. Mi domando da dove venga questa distinzione. Prima di tutto, ho cercato di capire cosa sono le due cose.

Per me, un monopolio pubblico è quando lo Stato controlla il 100% di un settore, come può essere quello delle ferrovie. Per molti decenni, le Ferrovie dello Stato sono state l’unico padron, gestore ed esercente dei treni in Italia. In nome della concorrenza, del libero mercato e delle mirabili prospettive di miglioramento del servizio che ci sarebbero state, qualcuno decise di liberalizzare parte di questo mercato. Investitori vari hanno messo sulle rotaie (di proprietà FS) dei treni che collegano stazioni (di proprietà FS) importanti, dove ci può essere del guadagno, entrando in concorrenza con gli Eurostar e le Frecce delle FS.

D’altra parte, un servizio pubblico è quando la collettività si premura di far arrivare alcuni servizi ad ogni membro della comunità stessa. Penso a strade, ospedali, scuole, mezzi di trasporto, luce, gas, eccetera. Questo vuol dire mantenere anche servizi periferici, che interessano poche persone ma che per quelle poche persone sono una risorsa, come certi treni locali che collegano piccoli paesi dell’Appennino tra loro o con qualche città. Spesso, questo tipo di servizio costa più di quello che può rendere in termini di biglietti, per cui solo con il parziale finanziamento da parte delle tasse si può sostenere.

Rimanendo in argomento ferroviario, scardinando il monopolio pubblico, si diminuisce quindi il margine di guadagno sulle linee ricche per FS, che poteva finanziare in parte le linee povere, trasferendo i guadagni ai privati. Per rimanere concorrenziale sulle linee ricche, d’altra parte, FS ha ulteriore necessità di ridurre i trasferimenti alle linee povere, per cui deve decidere se finanziarsi di più atraverso le tasse (ma questo è contrario all’antitrust, lo stato non può aiutare un’azienda in regime di concorrenza), o chiudere le linee povere (e allora non è più un servizio).

Nel complesso, mi sembra che un’azienda pubblica sia monopolio se c’è da guadagnarci sopra, servizio se c’è da rimetterci. I servizi, d’altra parte, ci servono, ma non vogliamo pagarli con le tasse. Allora abbiamo un problema che io non so risolvere. Secondo me, ai tempi dei monopoli, e le FS sono sempre un buon esempio, si stava meglio. Qualcuno mi spieghi cosa ci abbiamo guadagnato con la “concorrenza”.

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