Un Bombarolo

There is nothing, nowhere, neither on earth nor in heavens, that can make the true untrue or the untrue true. (Bartolomeo Vanzetti)

Libertà di limitare la libertà.

Oggi a Roma ha avuto luogo una manifestazione contro l’aborto. La storia dell’interruzione volontaria della gravidanza (IVG) in Italia è lunga e tormentata. l’IVG è stata proibita in Italia fino al 1978, quando è stata introdotta la legge 194, che la consente, sotto determinate condizioni. Questa legge, ad oggi, allinea l’Italia agli altri paesi dell’Europa occidentale. La legge prevede, oltre che la possibilità per la donna di interrompere la gravidanza, l’obbligo da parte dello Stato di istituire strutture di accompagnamento psicologico e legale per chi decide di abortire: inoltre, è prevista la possibilità di partorire in strutture pubbliche e lasciare anonimamente il neonato in adozione. Dal punto di vista del medico, esiste la possibilità di esercitare l’obiezione di coscienza, ovvero rifiutarsi di praticare l’IVG, a meno di casi in cui la donna sia in stato di rischio imminente di morte.

Questa legislazione, se opportunamente applicata, dovrebbe garantire alla donna libertà di praticare l’IVG se necessario, di proseguire la gravidanza fino al parto senza riconoscere il figlio, di cambiare idea grazie al supporto dei consultori; d’altra parte dovrebbe garantire al medico la possibilità di praticare l’IVG o di non praticarla a seconda delle sue convinzioni morali e religiose. L’intento della legge suppongo fosse limitare la pratica degli aborti clandestini, che provocava la morte di parecchie donne, nel nome dell’ipocrisia che voleva checerti scandali si risolvessero nell’ambito familiare.

Fin dalla sua promulgazione, però, questa legge è stata osteggiata fortemente dai partiti più conservatori e più legati agli ambienti religiosi: nel giro di pochi mesi si raccolsero le firme per un referendum abrogativo, che si tenne nel 1981 e che fu respinto. Si noti, en passant, che, all’epoca, le forze che volevano il mantenimento della legge non indicarono l’astensione ai loro elettori, ma chiesero che si andasse a votare NO, come dovrebbe essere ancora oggi e come non è più, disgraziatamente. Votò quasi l’80% degli aventi diritto e il NO vinse di larga misura. Ciononostante, l’avversione di una larga fetta dell’arco parlamentare a questa legge è ancora viva e forte, dopo oltre trent’anni.

Ciò che è peculiare è che questa legge, che in fondo sancisce un certo numero di libertà, rispetto alla restrittiva legge precedente, viene principalmente avversata da un partito che ha la Libertà nel nome.

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Una risposta a “Libertà di limitare la libertà.

  1. Mara 17 maggio 2012 alle 10:00

    Da donna, questo è un argomento che mi sta a cuore. E devo purtroppo dire che, oltre all’ostracismo messo in atto dalla classe politica (conservatrice e non), è ancora più grave che in molte strutture mediche non ci siano medici disposti ad assecondare le esigenze delle paziente, ma ci siano solo obiettori di coscienza. Mmm, se ci penso, che rabbia!

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