Un Bombarolo

There is nothing, nowhere, neither on earth nor in heavens, that can make the true untrue or the untrue true. (Bartolomeo Vanzetti)

Questioni di principio e politica.

Federico Pizzarotti è sindaco di Parma da pochi giorni e, per quel che vedo, i primi limiti del Movimento 5 Stelle iniziano a palesarsi. Pizzarotti è stato ammirevole il suo modo di condurre la campagna elettorale, con spese contenute e circondandosi di persone “normali”. In questo è stato perfettamente in linea con il dettame purista del movimento che rappresenta. Sono anche, personalmente, contento che il M5S esprima il sindaco di un comune capoluogo di provincia, ma sono anche contento che non sia il mio. Da un lato, vedere il M5S e i suoi esponenti alla prova dei fatti è interessante, dall’altro ho dei timori sul fatto che tra i proclami della vigilia e quello che sarà possibile fare ci siano differenze sostanziali.

Non voglio qui dire che i candidati del M5S abbiano promesso cose che sapevano di non poter mantenere, ovvero che abbiano mentito deliberatamente, ma che abbiano sottovalutato alcuni aspetti. Ancora meglio, che si siano fidati un po’ troppo di un modello teorico della realtà non abbastanza dettagliato. Sui giornali si è ironizzato sull’ipotesi di una moneta locale o sul fatto che i neoeletti vadano a lezione di “pubblica amministrazione”, ma questi sono aspetti secondari, seppur curiosi. Altri problemi sono più insidiosi, ne citerei tre.

Il primo problema è l’inceneritore. Attualmente in costruzione, è stato il trampolino di lancio di Pizzarotti come candidato, che ha cavalcato la protesta contro la sua realizzazione. Ora che è stato eletto, si evidenzia la discrepanza tra modello e realtà: la prospettiva era eliminare l’inceneritore e rivenderlo prima ancora di metterlo in funzione, ora già si parla di valutare penali, costi, alternative.

Un secondo problema è insorto sulla burocrazia elettorale. Evidentemente, le pastoie burocratiche a cui siamo tutti abituati hanno tentacoli che arrivano anche alla definizione delle liste elettorali. Come nella vita reale, del resto.

In quest’ultimo articolo, si accenna a quello che, secondo me, è il problema più grosso. Talmente grosso da aver fatto partire una polemica sul blog di Beppe Grillo. Trovare un Direttore Generale per un grosso comune pare non sia semplice, soprattutto se si pongono troppi vincoli, per giusti che siano. Se si pretende che sia una persona che non si è mai esposta con nessun partito, diventa difficile trovare qualcuno che abbia esperienza dirigenziale in qualche amministrazione pubblica, Se si allenta questo vincolo a “una persona che non sia mai stata iscritta ad un partito”, probabilmente rientrerebbe anche Gianni Letta, numero due di Berlusconi per anni, che, a quanto capisco, non rientra esattamente negli standard del M5S.

In conclusione, trovare delle regole generali teoriche che siano anche applicabili alla realtà non è banale.

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