Un Bombarolo

There is nothing, nowhere, neither on earth nor in heavens, that can make the true untrue or the untrue true. (Bartolomeo Vanzetti)

Invarianza di scala.

In natura ci sono diversi fenomeni che hanno comportamenti simili su scale diverse, come ad esempio la distribuzione della materia nell’universo, con i sistemi planetari, le galassie, gli ammassi di galassie, tutte cose diverse, ma con forti analogie nella distribuzione di oggetti e vuoto. In casi come questi, si pala di invarianza di scala. L’esempio più noto e matematicamente perfetto di invarianza di scala lo offrono i frattali. In certi casi, anche la società umana presenta fenomeni caratterizzati da una sostanziale invarianza di scala, a volte anche con risvolti ridicoli o assurdi.

La divisione amministrativa d’Italia è un esempio carino. Venti regioni, centodieci province, oltre ottomila comuni. L’invarianza non è perfetta, perché la Regione Trentino-Alto Adige in realtà non è una regione, ma l’unione di due Province autonome, che peraltro di autonomia non ne hanno mai abbastanza. Soprattutto Bolzano, a cui i festeggiamenti per l’Unità d’Italia non andarono proprio giù. D’altra parte, l’essere regione autonoma italiana credo porti anche qualche beneficio, per cui, se ci fosse un referendum domani, non sono sicuro che la maggioranza degli altoatesini vorrebbe passare all’Austria.

Nel recente passato, qualcuno ha pensato di aggiungere un’ulteriore livello, tra Stato e Regioni, introducendo delle “macroregioni” o più semplicemente propugnando la separazione dal territorio nazionale del blocco più ricco. Ma questo stesso Nord che oggi si ribella alle tasse da pagare allo Stato, è passato da uno stato di relativa indigenza all’attuale ricchezza grazie al mercato interno e alle commesse dello stato, al Nord e al Sud, negli anni 60 e 70, e alle esportazioni “facilitate” dalla svalutazione della lira (di cui tutti paghiamo ancora le conseguenze) negli anni 80 e 90.

Passando ad una scala ancora superiore, si arriva ai rapporti tra l’Italia e la UE, o meglio ancora, l’Eurozona. Sull’euro diceva cose molto interessanti un commentatore di Der Spiegel, erroneamente i giornali italiani avevano letto solo le prime righe, ma la traduzione completa è qui. Nell’Eurozona ci sono paesi molto diversi tra loro, ognuno vuole mantenere la sua indipendenza e autonomia, infuriandosi se si sente “commissariato” da qualcun altro (come è successo da noi), ma poi, sempre noi, siamo tra i primi a voler agganciare il nostro debito a quello degli altri con gli Eurobond.

Per fortuna, questa scala di fenomeni invaianti finisce qua, almeno per ora.

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