Un Bombarolo

There is nothing, nowhere, neither on earth nor in heavens, that can make the true untrue or the untrue true. (Bartolomeo Vanzetti)

Un nuovo manicheismo.

Non sono morto, è che in questi giorni ho avuto da fare.

Il blog di Beppe Grillo è down da oggi pomeriggio per un attacco di un gruppo di Anonymous Italia. Anonymous è un gruppo, o meglio, più gruppi, non necessariamente coordinati, di hacker attivi in giro per il mondo, che oscurano siti istituzionali o aziendali, principalmente, rilasciando comunicati piuttosto aspri contro politici, finanzieri o qualsiasi altro loro obiettivo. Non voglio qui discutere la liceità o l’opportunità di questo tipo di attacchi, ma usare l’evento per cercare di spiegarmi un’altra cosa. Peraltro, se il blog di Anonymous Italia annuncia il “TANGO DOWN” di beppegrillo.it, dall’account twitter di Anonymous Italia arriva una condanna dell’attacco, quindi anche all’interno della comunità di hacker non ci deve essere grande accordo su chi siano gli obiettivi da colpire.

Ora, Anonymous Italia ha oscurato i siti di diversi ministeri, dei Carabinieri, della Polizia, del Vaticano, di Equitalia, di Trenitalia, di impregilo, di Vittorio Sgarbi, di Radio Vaticana, di Maurizio Paniz. Dopo poche ore dall’attacco, questi siti sono tornati su tali e quali a prima, o forse con qualche accorgimento per migliorarne la sicurezza, che male non fa. In ogni caso, Grillo non è in compagnia, non può dirsi un privilegiato, per questo attacco. Quello che mi dà da pensare, sul blog di Anonymous Italia, sono i commenti al post in cui si spiega l’attacco a beppegrillo.it. Intanto sono più di 600 in poche ore, il post che spiega l’attacco a vatican.va ha avuto 60 commenti e quello sull’attacco a vittoriosgarbi.it 67. Inoltre sono improntati, molto spesso, ad un livore molto marcato contro il gruppo di hacker, che sfocia in molti casi nell’insulto e nel turpiloquio.

Fondamentalmente si tratta di attivisti o elettori del M5S che difendono Grillo, si dice in altri commenti, ma non credo sia giusto chiudere il discorso così. Da quando Berlusconi è “sceso in campo”, c’è stato un cambiamento molto netto nella politica italiana. Prima si votavano i partiti, ora si votano i “leader” (lo scrivo tra virgolette perché mi fa un po’ ridere). Il leader non si discute, si è o con lui o contro di lui: Berlusconi ha usato questa locuzione un’infinità di volte, Grillo meno, ma è talmente contro tutti che, di fatto, trasmette lo stesso messaggio in modo ancora più netto. Inoltre, parecchi elettori di Berlusconi non avevano la convinzione sufficiente per andae in giro e sventolare la loro bandiera, mentre Grillo, col suo messaggio di forte critica contro la casta e quant’altro trasmette ai suoi elettori una consapevolezza, fondata o meno, di essere i “salvatori del paese”: per questo, molti elettori del M5S sentono il dovere di difendere il movimento e Grillo con tutte le loro forze, a volte anche con toni francamente discutibili. Inoltre, questo sottolineare così fortemente e frequentemente che la loro scelta è quella giusta e tutte le altre sono sbagliate, criminose, porteranno l’Italia allo sfascio e quant’altro inizia a essere un po’ logorante, tanto più che, oltre ai militanti del M5S, molti altri gruppi tendono a questo stesso atteggiamento.

Tutto questo per dire che stiamo urlando troppo, e non ci ascoltiamo più. Ma questo è un discorso che ha fatto Gandhi, addosso a me fa un effetto proprio strano.

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