Un Bombarolo

There is nothing, nowhere, neither on earth nor in heavens, that can make the true untrue or the untrue true. (Bartolomeo Vanzetti)

Fare esami all’università.

Qualche giorno fa ho avuto uno scambio di idee con Spora su un argomento difficile, gli esami universitari visti dal lato di chi le domande le fa. Unasnob ha cercato di intenerire i nostri cuori aridi di esaminatori con i suoi occhioni da studentessa, ma non so fino a che punto ci sia riuscita. Fare esami è difficile, sia che uno le domande le faccia, sia che le subisca.

Comunque, mi è venuta in mente una storia. Un giorno, stavo facendo il “commissario” ad uno scritto di fisica generale. Era estate e faceva parecchio caldo. Nell’aula c’erano almeno una cinquantina di studenti, molti dei quali avevano già scritto in fronte “non lo passerò mai e non capirò mai niente di questa roba”, ignari del fatto che per decenni centinaia di altri studenti come loro hanno passato quell’esame, in un modo o nell’altro. Ma si sa, nessuno ha mai amato come amiamo noi, e nessuno ha mai avuto un assistente cattivo come quello che tocca a noi.

Dopo un’oretta dall’inizio dello scritto, mi cadde l’occhio sullo studente seduto proprio vicino alla porta antiincendio, che era aperta con la speranza che passasse un po’ d’aria. Costui stava parlando con qualcuno che stava fuori, sulla scala d’emergenza. Durante il compito.

Io: “ma stai parlando con uno che sta fuori dall’aula?”

Lui: “sì, ma non sto parlando degli esercizi.”

Io: “MA ALLORA SEI SCEMO! Chiudi quella porta!”

Il resto dell’esame lo facemmo nell’aula sigillata. Non so se il caldo sia riuscito nell’epica impresa di abbassare il rendimento dei ragazzi al di sotto del loro standard, comunque. Non credo. In fondo, non credo nemmeno di essere stato tanto cattivo, avrei potuto cacciarlo e invece gli ho solo fatto fare una brutta figura davanti ai suoi compagni.

Comunque, la vita del commissario d’esame è dura.

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2 risposte a “Fare esami all’università.

  1. Mih. 25 luglio 2012 alle 16:12

    Che un assistente sia buono o cattivo, poco mi importa; l’unica richiesta che faccio è che sappia almeno il programma.
    Comunque, io non ho mai capito come fanno certe persone a scoppiazzare od a partecipare a consultationi pubbliche durante l’esame. L’unica volta che ho fatto un bigliettino (alle superiori) mi sono sentita talmente tanto in colpa che l’ho consegnato alla professoressa… non sono normale, lo so.

    Bel blog 🙂

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