Un Bombarolo

There is nothing, nowhere, neither on earth nor in heavens, that can make the true untrue or the untrue true. (Bartolomeo Vanzetti)

Primo frammento.

Francesco teneva la testa bassa. Ma gli occhi erano fissi sul suo uomo. Aveva abbandonato il suo giornale di annunci mentre il treno era ancora nella prima galleria, si era aggiustato i capelli con il suo odioso pettine di tartaruga e si era infilato nell’ultimo compartimento del vagone. Il rituale del giovedì iniziava, una sveltina sul treno con una prostituta mentre le altre si cambiavano per la serata di lavoro. Laido, miserabile, repellente, ma preciso come un orologio, ogni giovedì era la stessa storia. Fermata, altre prostitute che salgono, risolini, ma l’impressione che nessuna di loro fosse davvero stupita, il treno che riparte.
Un’altra fermata, la stessa scena. Francesco sentiva il sangue camminargli nelle vene. Aveva letto da qualche parte che ci sono persone che continuamente sentono il suono del sangue che cammina nelle arterie e nelle vene che passano vinco al timpano. In quel momento era uno di loro. La mano andava avanti e indietro sul metallo. Sentì una goccia di sudore scendergli sulla fronte, e capì a cosa servono le sopracciglia. Il sudore non era previsto, doveva rimanere calmo, respirò profondo e guardò l’orologio, senza leggere l’ora.
Un’altra fermata. Qualcuno che scende, gli ultimi pendolari della sera, ma solo dalla parte anteriore del treno. La parte posteriore era abitata solo da relitti della società che andavano a passare la notte non in una comoda casa di periferia, ma su qualche strada o in qualche locale consono ai loro traffici. Tutti tranne uno, c’era un intruso… non avrebbe interferito.
Il treno era appena ripartito quando Francesco vide il suo uomo uscire dallo scompartimento di fondo. Si stava ancora aggiustando il riporto con il suo pettine di tartaruga, ma ora aveva il viso rosso e la cravatta storta. Francesco si alzò, andò verso l’uscita anteriore del vagone e si rigirò verso l’uomo che stava avanzando lentamente. Sul volto dell’uomo si lesse il terrore per una frazione di secondo, poi si udì uno scoppio e apparve un buco rosso sulla sua fronte.
Francesco tirò il freno di emergenza, aprì la porta e scese lentamente, avviandosi verso i binari.

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