Un Bombarolo

There is nothing, nowhere, neither on earth nor in heavens, that can make the true untrue or the untrue true. (Bartolomeo Vanzetti)

Pensioniamo Ecclestone?

Qualora non si fosse ancora notato, io sono appassionato di Formula 1. Appassionato prima che tifoso, per cui oggi mi sono emozionato per Perez che ha preso in giro le Ferrari, ad esempio. Ma questa è un’altra storia. Dopo alcuni decenni che seguo le gare di Formula 1, inizio a sentirmi in diritto di essere nostalgico.

Mi dicono che si deve contenere il budget, e per questo c’è un fornitore unico di gomme (odio chi dice “penumatici” senza sapere se metterci prima “i” o “gli”). Ora, però, questo fornitore fornisce sei tipi di gomme diverse, quattro per la pista asciutta, uno per la pista bagnata e uno per la pista così così. “Una volta” c’erano le slick per la pista asciutta e le rain per la pista bagnata. Poi c’erano anche le gomme da qualifica, dette chewing-gum perché duravano un sacco proprio. Da un paio d’anni, hanno chiesto a Tronchetti Provera di fare delle gomme che durassero poco. Ora, cavolo, se fossi in lui non mi sarei prestato. Ci sono queste gomme Pirelli in mondovisione che durano pochissimo e improvvisamente le macchine perdono due secondi al giro. Non mi sembra una grande pubblicità. Riduciamo il numero di tipi e lasciamo che i team facciano un po’ quello che gli pare, con hard, soft e rain. E basta.

Meno funzionale al risparmio è l’aumento del numero di gare in calendario, dalle 16 “di una volta” alle 20 di quest’anno. Sparse in posti demenziali, dove il pubblico c’è e non c’è, tipo in Qatar o in Indonesia, ma in fondo è meglio, perché Ecclestone organizza la logistica per tutti i team, più lontano si va più ci guadagna, e su piste tutte drammaticamente uguali. Questo perché Ecclestone ha un amico, il famigerato architetto Tilke, che fa spalti meravigliosi, ma a disegnare strade non è capace. Il dramma è che ha anche storpiato qualche circuito esistente, tipo Silverstone e Hockenheim. Mi spiego, un buon metro per valutare le piste di Formula 1 è guardare le velocità medie sul giro. Nel 1990 si sono corsi 16 GP, di cui (faccio riferimento ai tempi della pole position) 2 con medie tra 150 e 160km/h (Stati Uniti e Monaco), Australia a 170, Ungheria a 183, Spagna e Canada intorno a 195, Brasile a 200, Messico a 206, Francia, Portogallo e Giappone intorno a 215, San Marino a 220, Belgio a 226, Germania, Gran Bretagna e Italia da 247 a 259km/h. Nel 2010 le gare sono state 19, con una pista lenta, Montecarlo (163km/h), Singapore (173) e Malesia (183) medio lente, Bahrein, Valencia, Ungheria (GP d’Europa, corso in Spagna, dopo che per eliminare Imola Ecclestone dichiarò “mai più due GP nello stesso paese”) e Abu Dhabi tra 199 e 201km/h, Cina, Spagna Canada, Brasile e Corea del Sud tra 208 e 212km/h, Australia, Turchia, Germania e Giappone tra 223 e 230 km/h, Gran Bretagna e Belgio tra 237 e 238 e Italia a 254km/h.

Per chi è pratico di grafici e statistiche, la situazione è questa:

Il “rosso” (2010) è molto più ammucchiato al centro del “nero” (1990), cioè le piste sono sempre più tutte uguali. Tilke ed Ecclestone ci stanno rubando i sogni di bambini.

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