Un Bombarolo

There is nothing, nowhere, neither on earth nor in heavens, that can make the true untrue or the untrue true. (Bartolomeo Vanzetti)

Chi è contro la Gronda di Ponente.

Questa è una storia locale, tutta genovese. A Genova c’è un grosso porto e, all’interno del comune, si incrociano quattro autostrade, la A12 da levante, la A10 da ponente, la A7 da Milano e la A26 da Torino (semplifico un po’, ma poco). All’interno della città si possono anche trovare quattro direttrici principali, contando che il centro stia tra le foci di Bisagno e Polcevera, si hanno le due riviere e le due vallate. Il nodo stradale e autostradale è, da che io mi ricordi, molto trafficato. Da quasi trent’anni si parla di raddoppiare l’autostrada a monte del tracciato esistente. Oggi c’è un grosso progetto in ballo, quella che, con nome infelice, è stata chiamata gronda di ponente.

Molte voci si sono spese a favore di quest’opera, dall’autorità portuale, alla Regione Liguria, a tutte le opposizioni, fino all’ex Sindaco di Genova, Marta Vincenzi. L’unica voce istituzionale “fuori dal coro” (escludendo il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle, che, di fatto, ha fatto del no alla gronda uno dei pochi punti chiari della sua campagna) è l’attuale Sindaco di Genova, Marco Doria, che, fin dalle primarie del centro-sinistra, si è dichiarato scettico sulla reale utilità dell’opera. Di fatto, alle primarie Doria si era presentato contro due candidate del PD, Marta Vincenzi, storicamente fortissima in Valpolcevera, e Roberta Pinotti, storicamente fortissima nel ponente. Doria ha vinto con grande margine proprio in Valpolcevera e nel ponente, le due aree più interessate dai cantieri della gronda. Già questo ci dovrebbe far pensare, o meglio, dovrebbe far pensare chi prende le decisioni.

Io credo che il progetto della gronda faccia acqua da tutte le parti. Intanto, non è giustificato onestamente. Il motivo principale che fa dormire sonni agitati alla Società Autostrade non è il traffico nel nodo genovese, ma il fatto che il Ponte Morandi ci possa venire in testa, in un futuro non troppo remoto. Forse ammettere questo fatto potrebbe aiutare a catalizzare l’interesse della cittadinanza per la gronda, magari a patto di qualche piccola preoccupazione per quelle decine di migliaia di persone che ci passano sopra o sotto tutti i giorni, però. La Società Autostrade, allora, promette di investire (aumentando le tariffe nella zona, non sono mica qua a fare beneficienza) un mare di denaro per questa nuova meravigliosa, grande opera.

Ovviamente, i costruttori ed imprenditori genovesi sono entusiasti, come dar loro torto, in fondo quel fiume di denaro per loro vuol dire lavoro per i prossimi dieci anni almeno. A loro volta, avallano la bontà del progetto con la ricaduta occupazionale che potrà avere. Questa è una grande verità, ma non si tratterebbe di occupazione né qualificata, né destinata a durare, per cui, se si riuscisse ad investire altrove, forse male non sarebbe.

In fondo, gli unici davvero contrari alla gronda sono i cittadini, che sono preoccupati per un certo numero di motivi, non del tutto marginali. Primo, hanno una fiducia scarsa nei confronti di chi giura che in otto anni si farà un’autostrada con oltre quindici chilometri di gallerie. Secondo, sono preoccupati del fiume di camion che si aggiungeranno al traffico esistente per tutta la durata dei lavori. Terzo, pensano che quei camion porteranno migliaia di tonnellate di rocce amiantifere in giro per la città, e questo non suona rassicurante. Quarto, non capiscono a cosa serva una nuova autostrada, praticamente una circonvallazione, quando a loro servirebbero strade urbane di scorrimento. Quest’ultimo punto è molto sentito sul serio. Come dicevo all’inizio, la città ha quattro direttrici principali. Le strade di scorrimento ad “alta capacità” lungo quelle quattro direttrici sono insufficienti. L’autostrada riversa sulle strade cittadine tutti i camion diretti in porto, perché non c’è uno svincolo che lo eviti (e sono convinto che anche i camionisti sarebbero contenti). Le autostrade esistenti sono quel che sono, vecchie, strette, piene di curve e di cantieri. La gronda potrebbe essere, una volta risolte le criticità che la gente affronta ogni giorno, un qualcosa in più, per un futuro futuribile e lontano.

Per ora, la gronda è vissuta da molta gente come un’imposizione insensata. Io credo che un’opera del genere non possa essere ritenuta “giusta” ed “utile” se i cittadini non la ritengono tale, qualunque cosa ne dicano tecnici, politici ed imprenditori.

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7 risposte a “Chi è contro la Gronda di Ponente.

  1. Dacide 23 settembre 2012 alle 18:45

    Sebbene leggo tra le righe alcune diverse differenze di vedute politiche, devo ammettere l’estrema onestá intellettuale di chi si avvicina all’argonento gronda senza alcun pregiudizio e comprende le forti contraddizioni che sono legate a quest’opera, il cui interesse da parte di Pd e PDL appare incomprensibile. Un solo appunto: forti dubbi sull’utilità dell’opera sono stati espressi da diversi tecnici a livello nazionale e locale e sulla questione lavoro anche dall’imprenditore Viziano che ha evidenziato come le ricadute lavorative delle grandi opere sul territorio sono quasi nulle…

    • unbombarolo 23 settembre 2012 alle 19:00

      Nonostante io abbia una visione politica di un certo tipo e un’opinione abbastanza ben definita sulla Gronda, ho cercato di evitare di usare toni troppo estremi. Ciò che voglio dire è che mi sembra che le criticità siano evidenti e che la sfiducia della gente sia un problema molto grande. Non escludo che un atteggiamento più costruttivo e serio da parte della classe politica possa mostrare come le criticità possano essere superate e convincere la gente che è effettivamente un’opera giusta e utile. Per ora questo non mi sembra stia avvenendo.

  2. luisa 23 settembre 2012 alle 21:39

    “un atteggiamento più costruttivo e serio” …. dopo aver partecipato al dibattito pubblico sulla gronda, per me è utopia pensare che questa classe politica cambi… è stata una farsa..sanno solo dire che la gronda serve, che ci saranno compensazioni,non hanno argomenti, dati, niente di niente, mentre ci sono studi seri, fatti da esperti del settore, che dicono che la gronda non risolve il problema del traffico.. perchè è cambiato il progetto del nodo di s. benigno, perchè è stato ridimensionato? Semplice, se costruito come progettato inizialmente, avremmo risolto il problema del tappo che si forma all’uscita dell’autostrada, a s. begnino.. trasporto pubblico, metro.. ferrovia, sono le “strade da perseguire” obiettivo: qualità della vita!!!

    • unbombarolo 23 settembre 2012 alle 22:17

      È quello che intendo, il dibattito è spesso portato su un piano del tutto emotivo. Il massimo, secondo me, è stato per le centrali nucleari: avevamo l’alternativa di morire di freddo e stenti, se avessimo rinunciato a costruirle, o di morire di cancro e malattie, se le avessimo costruite. Solo slogan, peraltro su due piani diversi. Chi era a favore citava il problema energetico, vendendo il nucleare come unica soluzione, e glissava sul problema della sicurezza. Chi era contro citava il problema del rischio, dando interpretazioni fantasiose al problema energetico. Ciascuno aveva buone ragioni dalla sua, ma non puntava a spiegarle e ad argomentarle, ma solo ad ingigantirle, fregandosene completamente delle ragioni dell’altro. Io mi auguro che, prima o poi, la gente inizi a discutere più serenamente e costruttivamente.

  3. mari 11 agosto 2013 alle 14:58

    Tutto condivisibile. mi stupisce solo che il fatto che ilponte Morandi possa venire in qualche momento giù sulla testa di chi ci passa sotto o ci vive sotto o ci passa sopra sia stato messo en passant come una sciocchezzuola.. per chi ci abita cme me non lo è affatto..

    • unbombarolo 11 agosto 2013 alle 15:03

      Non lo è nemmeno per me. Non voglio dire che il ponte sia pericolante, ci mancherebbe, ma che avrà bisogno di manutenzione seria (più dei decenni di ponteggi che ha già avuto) e che, senza una autostrada alternativa, questa manutenzione può essere impossibile. Secondo me, questo fatto sarebbe rilevante, ma, se io lo cito en passant, molti altri non lo citano affatto.

    • unbombarolo 11 agosto 2013 alle 15:10

      Tenga anche presente le tempistiche, su scala decennale, che la costruzione della gronda comporta: già capita che sul Morandi ci siano problemi di manto stradale eccetera, immaginiamoci cosa potrebbe essere un mese di chiusura per un’eventuale messa in sicurezza.

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