Un Bombarolo

There is nothing, nowhere, neither on earth nor in heavens, that can make the true untrue or the untrue true. (Bartolomeo Vanzetti)

Est modus in rebus.

Ovvero, le cose vanno fatte nel modo giusto. Un paio di decenni fa scaldavo una sedia mentre una mezza martire dell’insegnamento ci raccontava cose su “I Promessi Sposi”. Ella per prima non era del tutto convinta dell’immortalità e della grandezza del capolavoro manzoniano, per cui, prima di tante altre cose, ne imparai un salutare distacco verso le convenzioni della società, ma questo è un altro discorso.

Nonostante sia un romanzo debole in molte parti, la caratterizzazione dei personaggi, più che le loro azioni, lo rendono almeno in parte piacevole. Ne “I Promessi Sposi” ci sono due antagonisti, Don Rodrigo e l’Innominato. Don Rodrigo è un cattivo di periferia, gradasso, spaccone, donnaiolo e prepotente, un po’ ce lo possiamo immaginare con una Ferrari mimetica. L’Innominato è un cattivo di classe, i suoi bravi sono la peggio feccia delle galere lombarde, il suo castello è inespugnabile e nessuno si azzarda ad andargli contro. Il confronto si fa inglorioso, per Don Rodrigo, quando questo va a chiedere aiuto all’altro perché sì, vuole commettere un’azione efferata e criminale, ma da solo non ci riesce. La morale è che, anche nel male, c’è chi è grande e chi non lo è.

Leggo oggi la splendida analisi di Gramellini della lettera (vera o presunta) che Valter Lavitola avrebbe scritto per Berlusconi. Troppo spesso, secondo me, i giornalisti archiviano le parole e le azioni di Lavitola definendolo un “faccendiere”, che ce ne sono tanti. Un’altra ruota in un ingranaggio di favori, corruzione, diffamazione e quant’altro ci possa venire in mente sfogliando un giornale in questi giorni. Lavitola secondo me è diverso dagli altri. Qualche mese fa ha fatto uno show incredibile da Santoro, ad esempio. In quell’occasione dimostra diverse cose. Intanto, che conosce di persona e parla al telefono con un sacco di gente che conta, e non solo in Italia. Poi, che quando si muove è per milioni di euro: c’è una bella differenza tra portare due valigie piene di soldi al Presidente di Panama per far muovere un appalto da 176 milioni di dollari e farsi dare un biglietto da 50 euro dall’autista. Lavitola sarà anche un criminale, ci penserà il giudice a stabilirlo, ma bisogna ammettere che è uno che fa le cose in grande e che, quando parla, sa anche farsi ascoltare.

Io l’Innominato me lo immagino mentre spiega ai suoi bravi come rapire Lucia, davanti ad uno schemettino.

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