Un Bombarolo

There is nothing, nowhere, neither on earth nor in heavens, that can make the true untrue or the untrue true. (Bartolomeo Vanzetti)

14 luglio 1979.

Il 14 luglio 1979 era una domenica e si correva il Gran Premio di Gran Bretagna di Formula 1, sul circuito di Silverstone. La pista, allora, era velocissima: a fronte di una velocità massima di 285 chilometri orari, la media era di oltre 235, praticamente non si rallentava mai. Le macchine erano estremamente diverse tra loro, la McLaren M29, prima ancora che arrivasse Ron Dennis, e la Williams FW07, che quel giorno vinse la prima gara per il team di Frank Williams con Clay Regazzoni, avevano un design abbastanza standard, essenzialmente derivato dalla Lotus 79 che aveva stravinto l’anno prima, la Ferrari 312 T4 aveva un design abbastanza estremo e decisamente brutto, ma in grado di vincere il campionato con Jody Scheckter, la Arrows A2, addirittura, si era presentata senza alettone anteriore. Oggi il regolamento tecnico è talmente restrittivo da vincolare tutti allo stesso numero di cilindri e allo stesso angolo tra le bancate, o alla presenza di una gobba sul musetto, per stare dentro alle dimensioni e avere le molle degli ammortizzatori abbastanza in alto. Negli anni 70 la libertà era tale da permettere a Ken Tyrrell, nel 1976, di mettere in pista la Tyrrell P34 con sei ruote sei.

C’erano due fornitori di pneumatici, Goodyear e Michelin, e i piloti cercavano di arrivare in fondo alla gara con le stesse gomme con cui erano partiti. Oggi è addirittura vietato, e la Formula 1 ha espicitamente chiesto a Pirelli di fare gomme che durassero poco, per imporre tanti cambi durante le gare. Se fossi stato Tronchetti Provera li avrei mandati a quel paese, che pubblicità mi faccio? Non lo ha fatto, disgraziatamente, e siamo qua a vedere gare fatte coi chewing-gum sulle ruote.

Il problema più serio, però, è che ieri RaiSport2 ha trasmesso una sintesi di quel Gran Premio, con il commento originale di Mario Poltronieri. A parte che Poltronieri è il nome ideale, per il commentatore di uno sport che incolla gli appassionati alla poltrona, proprio la telecronaca è ciò che è cambiato di più. Poltronieri c’era da solo, la sua voce arrivava attraverso un qualche canale di comunicazione a bassa fedeltà, tipo cabina telefonica (o forse è proprio quella la sua voce, non lo sapremo mai) e non si agitava mai. Oggi le telecronache Rai sono effettuate da Gianfranco Mazzoni, Ivan Capelli come ex pilota, l’ingegner Giancarlo Bruno, sedicente esperto di tecnica, Ettore Giovannelli e Stella Bruno dai box (e pare che non siano parenti, anche se da certi particolari si direbbe) e Franco Bortuzzo dal retro box, che, probabilmente, è l’unico che se ne capisca veramente. A questi si aggiungono i vari Boccafogli, Vandone, Fiorio e ospiti vari in studio in Italia.

Avendo visto, in meno di ventiquattr’ore, il GP di Gran Bretagna del 1979 e quello del Giappone del 2012, non avrei alcuna remora a mandare tutta la squadra Rai, con il coordinamento di Amedeo Verduzio, a zappare la terra.

Annunci

Una risposta a “14 luglio 1979.

  1. Pingback:Australia, marzo 2014. | Un Bombarolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: