Un Bombarolo

There is nothing, nowhere, neither on earth nor in heavens, that can make the true untrue or the untrue true. (Bartolomeo Vanzetti)

Professori ed orari.

Il ministro Profumo vuole alzare l’orario dei docenti da 18 a 24 ore settimanali. L’idea, di per sé, non so se sia giusta o sbagliata. Sicuramente è sbagliato il metodo e sicuramente è opinabile la motivazione. Chi ha fatto dell’insegnamento sa che per fare un certo numero di ore di lezione serve un certo altro numero di ore per prepararle, quelle lezioni. Diciamo che, per un docente che fa il suo mestiere con coscienza da anni, per preparare le 18 ore di lezione di una settimana ne servano altre 6. Per un docente giovane, che non ha materiale consolidato negli anni su cui fare affidamento, sono almeno 12. Le ore di lavoro settimanale diventano quindi un numero compreso tra 24 e 30. A queste si devono aggiungere le ore di ricevimento, riunioni, corsi di aggiornamento eccetera, ad arrivare alle 36 ore settimanali di un dipendente pubblico si fa relativamente presto.

D’altra parte, al di fuori delle 18 ore di insegnamento frontale, è difficile quantificare quanto lavora un docente. Per questo, nella percezione di molti, l’insegnante è uno che lavora solo quando insegna e fa tre mesi di vacanza ogni anno. Io credo che si potrebbe fare un enorme passo avanti introducendo un piccolissimo cambiamento, un qualcosa che la stragrande maggioranza dei dipendenti pubblici già conosce: il cartellino da timbrare. Potremmo avere insegnanti che, timbrando il cartellino, certificano di passare a scuola, per l’insegnamento e per le altre attività, le 36 ore settimanali di un dipendente pubblico, potremmo avere insegnanti che sono presenti a scuola per più tempo, per i colloqui con i genitori, ad esempio, o anche per i colloqui con gli studenti (che, per quanto ne so, fino alle scuole superiori sono una forma di “volontariato”, da parte dei docenti). Per fare questo, però, avremmo bisogno che, nelle scuole, oltre alle aule ci fossero anche degli uffici. Non una sala professori dove passare un’ora buca, uffici per parecchi professori che passano circa emtà del loro tempo ad una scrivania a fare la programmazione dei corsi, a preparare e correggere compiti, a studiare, a parlare con ragazzi e genitori.

Costa meno incrementare il numero di ore di insegnamento, in effetti. Questa cosa del cartellino da timbrare inizierei ad introdurla nelle università. I docenti universitari non hanno orario. C’è chi dice “ma io sono uno scienziato, penso sempre al mio lavoro”. In molti casi è anche vero (e non è necessariamente un bene), ma non è sufficiente. La presenza fisica in ufficio, certificata da un cartellino, ha diversi effetti benefici, anche se uno in ufficio può beatamente farsi gli affari suoi. Intanto, dimostra che non eri in giro, a farti gli affari tuoi: questo sembra una banalità, ma non la è. Poi, in caso di incendio, si sa quali cadaveri inceneriti andare a cercare. In un mondo civile il tracciameto di chi è dentro e di chi è fuori, in un ambiente lavorativo, non è una cosa da sottovalutare. Infine, la presenza fisica in ufficio aiuta a non farsi distrarre da impegni esterni, soprattutto se si è, oltre che chiarissimi professori. anche stimati professionisti.

Allargare il campo di chi timbra il cartellino mi sembra davvero un’ottima idea. Prima ancora che ai professori universitari, sarebbe opportuno applicarlo ai parlamentari, così, forse, non si verificherebbero certe situazioni incresciose.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: