Un Bombarolo

There is nothing, nowhere, neither on earth nor in heavens, that can make the true untrue or the untrue true. (Bartolomeo Vanzetti)

Una certa stampa di sinistra.

Berlusconi si ricandida (o forse no, a questo punto se i Maya avessero ragione ci leveremmo un pensiero, perlomeno) ed è come una bomba a mano su una scacchiera.

Le primarie del centrodestra sono saltate, se fossi uno di quelli che hanno firmato non so se sarei contento.

Alcune possibili alleanze sono diventate impossibili, o almeno c’è chi lo giura.

I mercati hanno reagito con grande nervosismo, fino a far dichiarare a Berlusconi che lo spread non importa a nessuno (se non fosse che gli interessi dei BTP saranno finanziati nei prossimi anni con le nostre tasse) e che gli attacchi sui mercati sono mirati a destabilizzare la situazione politica e influenzare le scelte degli elettori.

In Italia, Berlusconi si lamenta che la stampa è nelle mani della sinistra, per cui, qualunque cosa succeda, la colpa viene data a lui. È anche possibile, ma dovrebbe domandarsi se, con il culto della personalità che si è creato, non ha contribuito lui stesso, a diventare il parafulmine di parecchie critiche alla classe dirigente. Classe che, in ogni caso, rappresenta e di cui è uno dei membri più influenti.

All’estero tende a lamentarsi delle stesse cose, anche se ci vuole un po’ di fantasia per credere che la stampa internazionale sia succube in blocco della sinistra italiana. In questo momento sono in Germania, mi è capitato di parlare con colleghi di qui e di percepire una certa preoccupazione all’idea che Berlusconi possa vincere un’altra volta le elezioni. In fondo, la salute dell’economia tedesca è dipendente dall’Euro e una crisi dell’Euro non credo che porterebbe grandi vantaggi nemmeno qui. Sul fatto che i giornali non siano teneri con lui, comunque Berlusconi ha le sue ragioni, per esempio Handesblatt (una sorta di Sole 24Ore tedesco) lo definisce un pappagallo che parla a sproposito e terrorizza i mercati di tutta Europa, riportando, in un articolo di 3 giorni fa, anche un riassunto degli scandali in cui è stato coinvolto. Effettivamente, una critica piuttosto dura, da un giornale che, almeno a prima vista, non dovrebbe essere di sinistra.

Nel resto d’Europa le cose non cambiano, il Guardian inglese (che è della sinistra inglese, diciamo tipo i nostri Liberali della prima repubblica) parla di ritorno della mummia, alla notizia della candidatura. El País in Spagna dice che, finalmente, dopo il declino sotto Berlusconi e i tentativi di risalita con Monti, l’Italia può redimersi con nuove elezioni (a patto di fare scelte intelligenti). Le Monde prevede una campagna elettorale “rude”, con tutti i temi del populismo che Berlusconi ha sempre messo sul piatto per catalizzare il consenso. Oltreoceano, uno dei mewsroom online più influenti (citato dal New York Times su svariati temi economici), il Business Insider, dice senza mezzi termini che la candidatura di Berlusconi è “il peggior incubo per l’Europa” e negli Stati Uniti la sinistra non esiste. La maggior parte dei giornali stranieri (e della gente con cui si può avere a che fare all’estero) di Berlusconi ha l’immagine che, ai tempi delle dimissioni, un anno fa, ne aveva dato l’Economist, l’uomo che ha fo**uto un intero paese. L’Economist, per circostanziare, è un settimanale inglese di finanza che ha sempre propugnato il liberismo, non certo idee di sinistra.

La cosa più seccante, quando si è all’estero, è che in quanto italiano tendono ad identificarti con Berlusconi. Estremamente deprimente.

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