Un Bombarolo

There is nothing, nowhere, neither on earth nor in heavens, that can make the true untrue or the untrue true. (Bartolomeo Vanzetti)

Viaggiare in aereo e verbo annoy.

Il verbo annoy, in inglese, è un falso amico che non significa “annoiare”, bensì qualcosa come infastidire, far arrabbiare, disturbare. Non so bene quale dei tre verbi italiani lo renda meglio. Viaggiare in aereo, secondo me, ha diversi lati annoying. Non voglio qua né fare una classifica, della annoyances, né fare un “10 cose che non si possono sopportare in aereo”, diciamo che ne scrivo qualcuna che mi irrita davvero tremendamente.

La prima è la sindrome da battaglia navale. Le file degli aerei sono numerate, i sedili di ogni fila hanno delle lettere identificative. Se si è nella fila 23, non è il caso di controllare “1… 2… 3… no, la 23 non c’è ancora… 4…”. Le compagnie aeree sono parecchio burlone, ma non fino al punto di mescolare i posti sugli aerei. La fila 23 viene dopo la 22, e se ci vai speditamente siamo tutti più contenti.

Un’altra cosa terribile è la gente che, arrivata alla fila 23, decide di tornare indietro, andando controcorrente ad altre 100 persone che cercano di raggiungere la fila 24. Ho capito, devi chiedere un cuscino alla hostess perché così puoi fare il fenomeno che “senza cuscino arrivo con il collo distrutto, sa”, ma diamine, in un mondo civile dovremmo distruggerti camminandoti sopra, noi che cerchiamo invano di raggiungere il nostro posto.

Ho poi problemi con alcuni bambini. Non con tutti, sia chiaro. Ci sono migliaia di bambini che si comportano meravigliosamente, sull’aereo. Stanno seduti, giocano con qualcosa, fanno domande più o meno bizzarre a genitori e hostess, si emozionano e sono felici. Io adoro i bambini, quando sono così. Alcuni bambini, invece, urlano tutto il viaggio. Urlano per l’aereo che rolla sulla pista, urlano per l’aereo che decolla, urlano che vogliono l’acqua naturale, orlano che l’acqua non ha le bolle e così via. I miei istinti più bassi e bestiali si svegliano e ogni volta immagino modi cruenti e terribili per rendere orfani questi bimbi. Sia chiaro che sono d’accordo con il paparino che dice, allargando le braccia davanti alla hostess sconsolata, “che ci posso fare, sono bambini”. Già. LORO sono bambini, tu, paparino, no. Tu hai il dovere di fare del tuo meglio per educare i tuoi figli, è un dovere civico, morale, etico. Se non lo fai, io ti odio e penso di avere tutto il diritto di odiarti.

Una menzione a parte la meritano i genitori di bimbi molto piccoli. Innanzi tutto, sono bravissimi a trasmettere le loro paure ai simpatici fantolini. È risaputo che, se prendi un bimbo di pochi mesi e lo scuoti, il bambino ride come un matto. Se invece lo tieni in braccio durante una turbolenza e TU, genitore, TU sei in preda al panico, anche il bambino si spaventerà (non so se sia chimica, telepatia, increspatura nella forza) e piangerà come un dispperato. Datelo a me, da tenere, questo bimbo, così ci addormentiamo sia io che lui, cullati dal vuoto d’aria.

Alcuni genitori di bimbi molto piccoli, sui voli intercontinentali, hanno poi un talento fenomenale per trasformare lo spazio circostante i loro sedili in un porcile inimmaginabile. Qualunque cosa usino, facciano, mangino, bevano, viene invariabilmente sparsa sul pavimento. Coperte, sacchetti, succhi di frutta, merendine smozzicate, giornali, giochini, qualunque cosa. Mi è capitato di volare con più famiglie con lattanti e, sullo stesso aereo, vedere sia questa situazione che, all’opposto, genitori assennati che lasciano la loro fila di sedili utilizzabile senza dover essere data alle fiamme prima del volo successivo. Un mondo migliore è possibile, senza sforzi sovrumani, per di più.

La palma d’oro ai genitori più estrosi la darei a quelli che, subito dopo essere atterrati a Parigi, hanno deciso di cambiare il pannolino al bimbino. Gli effluvi hanno messo a dura prova anche le hostess che, pure, sono pronte a tutto.

Una hostess, brandendo un deodorante spray, ha salvato la vita a tutti noi. Eroica.

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Una risposta a “Viaggiare in aereo e verbo annoy.

  1. unbombarolo 19 dicembre 2012 alle 10:41

    Vorrei aggiungere un piccolo commento, prima che qualcuno pensi che sono un orco che odia i bambini. I bambini sono splendidi e capisco che possano essere difficilmente gestibili, soprattutto in un luogo chiuso e costretto come un aereo. Ciò che non sopporto sono i genitori che non si pongono nemmeno il problema di provare a contenere l’esuberanza dei bambini o che, ancora peggio, con la scusa dei bambini, si comportano a loro volta in modo inqualificabile.

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