Un Bombarolo

There is nothing, nowhere, neither on earth nor in heavens, that can make the true untrue or the untrue true. (Bartolomeo Vanzetti)

Ingroia si candida e ha un programma.

Antonio Ingroia è diventato famoso all’inizio del luglio scorso per un’inchiesta sui rapporti tra Stato e mafia, soprattutto quando è venuto fuori che erano state intercettate alcune telefonate del Presidente della Repubblica. Si era a quel punto palesato un potenziale conflitto di attribuzione poiché, secondo la legge vigente, il Presidente della Repubblica non può essere intercettato se non in casi molto particolari. Sulla base di questo, il 4 dicembre scorso, la Corte Costituzionale ha decretato che le registrazioni andavano distrutte.

Nel frattempo, Ingroia accettato (o richiesto e ottenuto, non mi è chiaro) un ruolo di un certo rilievo in Guatemala, per conto dell’ONU. Si era alla fine di luglio, quando commentava l’attribuzione di questo incarico. Immediatamente dopo la decisione della Consulta, Ingroia si è trasferito in Sud America, mantenedo comunque un interesse opportunamente pubblicizzato sulle questioni politiche italiane. Di lì a dichiararsi disponibile alla candidatura e candidarsi a leader di una coalizione, il passo è stato breve.

Da un po’ di giorni, sul sito di Rivoluzione Civile, il movimento di Ingroia (un concetto ossimorico che ricorda il Partito Rivoluzionario Istituzionale che ha governato in Messico per decenni), c’è un manifesto programmatico in 10 punti, invero interessante.

Il punto 1) è di una ovvietà disarmante.

Il punto 2), con l’accenno alla diversità di genere, assume contorni inquietanti, se non viene spiegato meglio.

Il punto 3), facendo riferimento al potere dei privati nella ricerca e nell’università, denota una certa scollatura dalla realtà, essendo l’Italia tra gli ultimi dei paesi sviluppati in quanto a investimenti privati nella ricerca.

Il punto 4) è sacrosanto, ma non ho mai sentito nessuno che non l’abbia messo nel suo programma.

Il punto 5) è interessante e lo diventerebbe ancora di più se, come nota a pié di pagina, ci fosse una proposta di soluzione per la questione dell’ILVA di Taranto. Io, però, non l’ho trovata.

Il punto 6) si piazza a metà tra 1) e 4).

Il punto 7) è il primo a definire un’azione concreta, di fronte a cui si può essere d’accordo o meno: per questo è lodevole.

Il punto 8) sarebbe una vera rivoluzione, ma non mi è chiaro dove trovare amministratori capaci scevri da qualunque collocazione politica, anche uno che non ha tessere di partito ha delle idee, che lo avvicinano più a un partito che ad un altro.

Il punto 9) sa di slogan trito e ritrito, in particolare questa cosa del cambiamento, che a furia di ripeterla mi dà sempre di più l’impressione di voler dire “tutti quelli che ci sono ora sono idioti”. Invece di inseguire il cambiamento, non potremmo cercare qualcuno valido davvero e poi tenercelo il più a lungo possibile?

Il punto 10) è stato presumibilmente introdotto per fare numero tondo.

In tutti questo, l’impressione che Ingroia abbia usato la notorietà portatagli dalla storia del Guatemala e ancora di più da quella delle intercettazioni al Presidente della Repubblica come trampolino di lancio è, tragicamente, difficile da scartare a priori.

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2 risposte a “Ingroia si candida e ha un programma.

  1. dario 30 gennaio 2013 alle 14:07

    …apparte che se qualcuno arriva ad un posto di rilievo per una “tragica” notorietà grazie alle sue capacità e riconoscimenti internazionali “positivi” non vedo cosa ci sia di sbagliato…si chiama meritocrazia.sicuramente nessuno è perfetto, ma tra scegliere chi prova ad essere migliore e chi rimane statico…
    Ma i punti che commenti dovrebbero essere scritti prima o dopo il commento.altrimenti non tutti capiscono di cosa tu stia parlando.
    E in fine che la costituzione sia ovvia e scontata è una verità per te o per me….ma non tutti quelli che hanno governato fino ad ora sembrano pensarla così

    • unbombarolo 30 gennaio 2013 alle 14:19

      Il programma è raggiungibile attraverso un link. Personalmente non trovo che sia sbagliato che Ingroia si candidi, trovo sbagliato che ci siano trasferimenti frequenti tra il potere giudiziario e quelli esecutivo e legislativo, che è un concetto più generale. Alla recente inaugurazione dell’anno giudiziario in più sedi si è espressa questa perplessità proprio da parte dei vertici della magistratura, peraltro. Nel caso di Ingroia, trovo curiosa la coincidenza tra il suo boom di notorietà e la candidatura, come sovrappiù. Se non altro, diventa difficile trovare argomenti contro gli slogan di Berlusconi, con queste coincidenze.

      Per quel che riguarda il programma, mi sembra una semplice collezione di slogan, alcuni condivisibili, tra l’altro, solo finalizzato non allo stimolo della sensibilità critica del potenziale elettore, che, vedendo le priorità di un movimento politico può decidere se e quanto sono aderenti alle proprie, ma piuttosto alla implicita richiesta di adesione ad un ideale incarnato da un leader, nella peggiore tradizione del “ghe pensi mì” berlusconiano. Naturalmente questa è una mia impressione, non necessariamente inconfutabile.

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