Un Bombarolo

There is nothing, nowhere, neither on earth nor in heavens, that can make the true untrue or the untrue true. (Bartolomeo Vanzetti)

Domande a Berlusconi.

Da qualche settimana, lo sport nazionale è fare domande a Berlusconi, possibilmente in TV e possibilmente urlando. Purtroppo non sono Santoro, per cui non potrò fare il mio show televisivo e non urlerò. Spero di dare il buon esempio, in questo. In ogni caso, di domande ne ho un sacco.

La prima e più importante è molto semplice. Come tutte le cose importanti, del resto. Berlusconi è stato Presidente del Consiglio dei Ministri per oltre 9 anni negli ultimi 18, garantendo inoltre, con il suo partito, la fiducia al governo Monti: questo vuol dire che il Partito di Berlusconi è stato parte (maggioritaria) della maggioranza per oltre 10 anni negli ultimi 19. Dalla sua famosa “discesa in campo” del 1993, gli slogan sono sempre gli stessi e i risultati, ben riassunti dal “contratto con gli italiani” che firmò da Vespa su RaiUno, sono stati sempre ben al di sotto delle promesse. Quali argomenti nuovi Berlusconi può portare per convincere l’elettorato che sarà in grado di fare a 76 anni quello che non è stato in grado di fare a 60? Cosa è cambiato dal 1994 ad oggi per cui ciò che ha promesso e non mantenuto in passato possa diventare credibile oggi?

La seconda domanda riguarda l’immagine che Berlusconi vende di Bersani. Ora, a questa calata dei comunisti non credono nemmeno più i nostalgici del PCUS, ma su Bersani la questione diventa ancora più surreale, tenendo conto che Bersani stesso è stato Ministro per lo Sviluppo Economico tra il 2006 e il 2008, durante il Governo Prodi II. Durante quel biennio, Bersani firmò due decreti (che vengono di solito ricordati sotto il nome collettivo di “Decreto Bersani“) che hanno tuttora un certo numero di effetti sulla vita quotidiana della gente. In quali aspetti dell’attività di Ministro di Bersani Berlusconi ravvisa i semi del Comunismo contro cui ci mette in guardia?

La terza domanda riguarda i rapporti internazionali, su cui Berlusconi ha sempre posto molto fortemente l’accento: a suo dire, il suo carisma ha sempre fatto in modo che la posizione dell’Italia fosse di primissimo piano in Europa e nel mondo. Come concilia Berlusconi queste sue convinzioni con le brutte figure rimediate sull’Authority alimentare (dichiarazione di Berlusconi e reazione del governo finlandese), la querelle con l’allora capo delegazione del SPD al Parlamento Europeo, Martin Schultz, i complimenti a Obama, “giovane, bello ed abbronzato? Come giustifica amicizia ed ammirazione che ha dimostrato con parole e fatti per personaggi non proprio limpidi come Mubarak, Gheddafi, Ben Alì? Cosa abbiamo guadagnato, come paese, dagli intrallazzi condotti da Berlusconi con Putin?

Purtroppo non ho modo di fare queste domende (che sono solo una minima parte di quelle che farei) a Berlusconi, ma magari le leggerà qualcuno che lo vuole votare e si cercherà le risposte da sé, che poi è sempre la strada migliore.

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