Un Bombarolo

There is nothing, nowhere, neither on earth nor in heavens, that can make the true untrue or the untrue true. (Bartolomeo Vanzetti)

Porcellum e responsabilità.

In un precedente post parlavo come sia sempre più evidente che la gente rifugga le sue responsabilità, cercando di addossarle a qualcun altro o, quando il proprio nome è legato indissolubilmente ad un problema, cercando di spargerle sul maggior numero di persone possibile. In Parlamento, spesso, non si fa eccezione.

La legge elettorale con cui siamo andati alle urne è la n. 270 del 21 dicembre 2005, nota come Legge Calderoli dal nome del suo principale estensore. La legge prevede che i partiti si presentino da soli o coalizzati e che il soggetto che riceve più voti abbia un “premio di maggioranza” che, in teoria, dovrebbe garantire la governabilità. Questo premio di maggioranza viene attribuito su base nazionale per la Camera dei Deputati e per ciascuna regione per il Senato della Repubblica. Nelle recenti elezioni politiche il Centro-Sinistra ha ricevuto poco più di dieci milioni di voti e 340 seggi alla Camera, il Centro-Destra centoventimila voti in meno e 124 seggi. Si può opinare se sia accettabile che un solo voto, in linea di principio, possa determinare una maggioranza così forte, ma sicuramente questa legge determina un vincitore.

Al Senato, i premi di maggioranza sono attribuiti regione per regione e i seggi sono ripartiti sulle regioni su basi demografiche. Per questo la Lombardia, che conta un sesto della popolazione nazionale, risulta determinante per ottenere la maggioranza dell’assemblea. In molti hanno definito la Lombardia “Ohio d’Italia”, in riferimento alle elezioni presidenziali americane, dove quello stato risulta determinante. In realtà, l’Ohio può essere determinante perché non ha una connotazione consolidata, ma Repubblicani e Democratici si contendono ogni volta la maggioranza. Un confronto più sensato sarebbe con la California che, come la Lombardia, essendo lo stato con la popolazione più grande, è anche lo stato col maggior numero di rappresentanti. Tornando al nostro sistema, per ciascuna regione c’è un certo numero di senatori e il soggetto politico, partito o coalizione, che prende più voti in ciascuna regione, prende almeno il 55% dei seggi. È evidente come questo non garantisca affatto la gorernabilità, soprattutto tenendo conto che, numeri alla mano, chi vince Lombardia, Veneto e Sicilia lascia agli altri un massimo di 168 senatori, contando di prendere tutti quelli di Trentino-Alto Adige, Val d’Aosta, Molise (regioni che hanno un sistema leggermente diverso di distribuzione dei seggi) e circoscrizione estero. Ovviamente qui si considera che ci siano solo due partiti, una situazione molto ideale, rispetto alla realtà italiana. Essendo la maggioranza assoluta pari a 158 senatori, di fatto, se qualcuno vince Lombardia, Veneto e Sicilia, al Senato non può perdere. Negli ultimi vent’anni, in quelle tre regioni, ha sempre vinto il Centro-Destra: di fatto, la legge Calderoli è perfetta per non far perdere mai il Centro-Destra. In tre occasioni, una volta ha stravinto (2008) e due volte ha “non perso” (2006 e 2013). Calderoli definì la legge “una porcata”, dopo le modifiche apportate dal Parlamento, Giovanni Sartori le diede il nome con cui la definiamo d’abitudine, “Porcellum”, ma bisogna ammettere che risponde egregiamente allo scopo di garantire un certo potere al Centro-Destra, quantomeno finché le regioni dove sono storicamente forti non cambieranno colore. Calderoli è un maledetto genio, lo dico un po’ a malincuore.

Rispetto al 2006, quando i seggi se li spartirono Unione e Casa delle Libertà, da quest’anno ci saranno quattro gruppi a sedere in Senato: Centro-Sinistra, con 119 seggi, Centro-Destra, con 117, Movimento 5 Stelle, con 54 e Lista Monti, con 18. Ora viene la parte relativa alla responsabilità. La prima cosa che noi italiani ci dobbiamo aspettare da quesi parlamentari è che trovino una maggioranza per formare un Governo. La mancanza di un Governo, presumibilmente, ci costerà dei soldi, sotto forma di tasse aggiuntive, di stipendi decurtati, di prelievi sui conti correnti, sotto qualunque forma. Per questo, è meglio che si mettano d’accordo e possibilmente alla svelta. Uno schemino delle possibili ipotesi lo ha fatto il Corriere della Sera e si può vedere qui. Molti arricceranno il naso pensando “al solito inciucio”, ma vorrei che si guardasse anche alle opportunità che questo scenario ci offre. Se Centro-Sinistra e Movimento 5 Stelle trovassero un accordo, potrebbero far definitivamente tramontare l’era Berlusconi, e sarebbe un fatto storico. Se Centro-Sinistra e Centro-Destra fossero costretti a trovare un accordo, per non perdere la poca credibilità residua presso gli elettori, dovrebbero fare un’azione fortemente orientata a screditare il Movimento 5 Stelle, e penso che ci potrebbero riuscire. Monti, in questo scenario, può pensare di godersi lo spettacolo per un po’ oppure cercare un accordo con il Centro-Sinistra che, in caso di spaccatura nel M5S, potrebbe portare ad una maggioranza nemmeno così eterogenea come le altre.

In ogni caso, i proclami di chi oggi dice “mai con nessuno” sono solo un buon modo di cercare di scaricare le proprie responsabilità su qualcun altro. Trovo che cercare di capitalizzare alle prossime elezioni i problemi che un anno di ingovernabilità provocherà ai cittadini sia criminale. Non è meglio regnare all’Inferno che servire in Paradiso.

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2 risposte a “Porcellum e responsabilità.

  1. Diego 5 marzo 2013 alle 10:10

    Gran bell’articolo! 🙂

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