Un Bombarolo

There is nothing, nowhere, neither on earth nor in heavens, that can make the true untrue or the untrue true. (Bartolomeo Vanzetti)

Genova.

La settimana scorsa c’era una conferenza, a Genova, a cui hanno partecipato un centinaio di colleghi da tutta Italia. Come organizzatori, abbiamo lavorato il triplo del solito, ma alla fine è andato tutto bene e sono soddisfazioni. La soddisfazione più grande, tuttavia, è stato per me sentire molti colleghi felici di aver visto un po’ della città, stupiti che fosse così bella. Oggi si parlava su twitter delle possibili vie di rilancio turistico di Genova e, tra le altre cose, mi hanno mostrato questa presentazione di Xavier Salomon, curatore del Dipartimento di Pittura Europea del Metropolitan Museum di New York. Il gioco consiste in questo: i dirigenti del museo lanciano una parola e spiegano perché è importante per loro. Salomon ha scelto Genova e spiega che “molta gente pensa a Roma, Firenze o Venezia, ma per me questi sono parchid i divertimento per turisti: Genova è rimasta una città vera”. La presentazione è bellissima e molto centrata, in fondo, se Salomon ricopre il ruolo che ricopre a 33 anni, un po’ bravo lo deve essere. La cosa che più mi ha colpito è il fatto che dica esattamente quello che dico io, ovvero che, anche se artisticamente e storicamente meno rilevante di altre città italiane, Genova mantiene una natura di “città vera” che le conferisce un fascino particolare.

Per indirizzare i partecipanti alla conferenza verso le strade dove poter trovare dei ristoranti, avevo deciso di fare una piccola presentazione, descrivendo un po’ il centro storico (che per alcuni è il più grande d’Europa, ma dipende come si definisce “centro storico”…) e le parti da visitare e quelle da evitare. Per questo, avevo pensato di mostrare loro questo fantastico cartone animato di Lele Luzzati:

… ma sarebbe stato troppo lungo, quindi si sono dovuti accontentare di una presentazione mia, con qualche foto e nessuna animazione. La sua utilità l’ha avuta comunque, avendo se non altro spiegato loro che a Genova i numeri civici sono di due colori, neri per le abitazioni e rossi per i negozi, con numerazioni indipendenti, per cui dopo il 4 nero ci può essere il 26 rosso e poi il 6 nero. Lo facciamo per confondere il nemico, credo.

Per aiutare i nostri ospiti a trovare qualche buon ristorante nelle vicinanze dell’hotel dove tenevamo la conferenza, avevo anche preparato una mini-lista con una decina di nomi, un minimo di descrizione e un pallino nero sulla cartina per trovarli. Persino col cibo si sono trovati bene, nonostante la nostra cucina sia povera e l’ospitalità dei genovesi non sia rinomata… fin dai tempi di Dante, che scrisse Ahi Genovesi, uomini diversi | d’ogni costume e pien d’ogni magagna, | perché non siete voi del mondo spersi? In realtà aveva questioni politiche contro un maggiorente della città dei suoi tempi, ma tant’è. Notavo come la nostra cucina abbia tratti in comune con tanti altri popoli del Mediterraneo, ché il mare, per noi, ha sempre unito e mai diviso. Le nostre trofie assomigliano alle sagne ‘ncannulate del Salento, le panissette alle panelle palermitane, la torta di Mazzini a quella di Santiago (di Compostela) e la pasqualina al börek turco (qua ci sono delle varianti, ma le 33 sfoglie della tradizione nostra e la pasta phyllo della loro non posso credere siano un caso). Che siano contaminazioni antiche o recenti, originali o copiate, conta poco. Sempre espressione di un popolo di viaggiatori sono.

IMG_0008

Non so se un giorno riusciremo a valorizzare davvero la nostra città, se apparirà nelle guide turistiche non troppo distante dalle altre città famose d’Italia, se tornerà ad essere “superba” come la definì Petrarca qualche secolo fa:

“Vedrai una città regale, addossata ad una collina alpestre, superba per uomini e per mura, il cui solo aspetto la indica Signora del Mare: Genova.”

… non so niente di tutto questo, ma so che, se non ci proviamo nemmeno, sbagliamo sicuramente.

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3 risposte a “Genova.

  1. Miss Fletcher 2 giugno 2013 alle 17:46

    E hai perfettamente ragione, bisogna provarci perché questa città è ricca di tesori, non facciamo abbastanza per farla conoscere.

  2. ioeilmiopc 30 luglio 2013 alle 17:33

    Eppure un giorno verrò, lì in Genova.
    Torno a nanna, era solo pipì… ^_^
    Kiss.
    Io.

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