Un Bombarolo

There is nothing, nowhere, neither on earth nor in heavens, that can make the true untrue or the untrue true. (Bartolomeo Vanzetti)

Tutti contro tutti in Siria.

La guerra civile in Siria è uno di quegli argomenti di cui si parla sempre troppo poco. La situazione è oggettivamente drammatica, non si capisce bene che posizione la comunità internazionale stia prendendo e, da qualche giorno, inizio a non capire più nemmeno tanto bene come siano gli schieramenti. Ho smesso di capire con la notizia dell’uccisione di un genovese, Giuliano “Ibrahim” Delnevo, convertito all’Islam, entrato clandestinamente in Siria, affiliato ai ribelli, ucciso dai lealisti.

Ora viene fuori che questo ragazzo era sotto controllo da parte della DIGOS da anni, frequentava personaggi forse legati ad Al-Qaeda, per qualcuno era addirittura un potenziale “reclutatore di aspiranti terroristi”. Non so se queste storie sull’italiano siano vere, ma a quanto pare Al-Qaeda è davvero in aperta e dichiarata contrapposizione al regime di Bashar al-Assad. Si potrebbe fare qualche supposizione religiosa, al riguardo, Bashar al-Assad è sciita alawita, religione minoritaria in Siria, mentre il fondatore di Al-Qaeda, Osama Bin Laden, era sunnita. A quanto pare, molti sunniti dall’estero sono andati a combattere in Siria, anche svariate decine di sunniti salafiti di nazionalità francese.

Dato per plausibile che, tra i ribelli, ci sia una componente di entità che fino a ieri definivamo “terroriste”, è interessante capire chi c’è dalla parte del regime. Un alleato storico della Siria è la Russia, che finora ha posto il veto, in Consiglio di Sicurezza dell’ONU, a qualunque azione della comunità internazionale. Non ho idea di come questa amicizia si sia generata, un po’ il sospetto che sia figlia della contrapposizione Israele amico degli USA contro paesi arabi amici dell’URSS mi viene, però. Ad aiutare militarmente l’esercito lealista sono arrivati militanti di Hezbollah dal Libano e Pasdaran dall’Iran. Tutti sciiti, peraltro, alawiti i primi e duodecimani i secondi.

Ora, non sono sicuro di aver capito niente di tutto questo, né credo che attraverso i giornali sia troppo semplice farsi un’idea chiara della situazione. In compenso, nel tentativo di raccapezzarmi un momento, mi sono sorte un sacco di domande. Davvero tra i ribelli ci sono gruppi “terroristi”? Aiutandoli non rischiamo di fare come la CIA con i talebani, che per fare dispetto ai sovietici ci siamo ritrovati con l’Afghanistan retrocesso a paese medioevale? Davvero c’è una base religiosa in queste rivolte nel mondo arabo? Se sì, che rischio c’è di rovesciare un regime per ritrovarsene un altro, magari più findamentalista del precedente (il partito Ba’th di Saddam Hussein e Bashar al-Assad nasceva laico, almeno a parole)?

Ma, soprattutto, Hezbollah, Pasdaran e Al-Qaeda non erano tutti alleati contro di noi? Mi sa di no, a questo punto.

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