Un Bombarolo

There is nothing, nowhere, neither on earth nor in heavens, that can make the true untrue or the untrue true. (Bartolomeo Vanzetti)

Tutti noi amiamo Ellen Page.

Ieri, Ellen Page (chi non la ricorda in Juno o Inception vada immediatamente a rivederseli) ha dichiarato di essere omosessuale, in occasione dell’apertura di una conferenza promossa da un’associazione per i diritti civili. Il suo discorso è interessante, a mio parere, soprattutto per noi eterosessuali, per due motivi. Primo, per ricordarci che non tutti la pensano come noi. Secondo, perché le parole di Ellen non si applicano solo alle inclinazioni sessuali, ma anche a tante altre “differenze”. Riporto qui il video e una traduzione (fatta da me, sicuramente imperfetta) del suo discorso.

“Grazie Chad per queste parole gentili e per l’ancora più bel lavoro che tu e la Human Rights Campaign Foundation fate ogni giorno per la comunità di giovani lesbiche, gay, bisessuali e transessuali qui e ovunque in America. È davvero un onore essere qui all’inaugurazione di questa conferenza ma è anche un po’ strano.

Io sono qui, in questa stanza, per un’organizzazione di cui ammiro il lavoro davvero molto profondamente, e sono circondata da persone che impegnano il lavoro di una vita per rendere la vita di altre persone migliore, profondamente migliore. Alcuni di voi insegnano ai ragazzi, alcuni di voi aiutano i ragazzi a star bene e a trovare la propria voce, alcuni di voi ascoltano, alcuni di voi agiscono. Alcuni di voi sono a vostra volta ragazzi, e in questo caso è ancora più strano per una persona come me essere qui a parlarvi.

È strano perché, mi vedete, sono un’attrice, che rappresenta, almeno in qualche modo, un’industria che impone standard molto pesanti su tutti noi, non soltanto sui giovani, su tutti. Standard di bellezza, di vita, di successo. Standard che, odio ammetterlo, mi hanno influenzato: tu hai delle idee, nella tua testa, pensieri che non avresti mai avuto, che ti dicono come ti devi comportare, come ti devi vestire e chi devi essere.

Ho cercato di respingerli, di essere autentica, di seguire il mio cuore, ma può essere duro. Però è per questo che sono qui, in questa stanza. Tutti voi, tutti noi possiamo fare così tanto di più, tutti insieme, rispetto a quello che qualunque persona può fare da sola e spero che questo stimoli tutti voi quanto stimola me. Io spero che gli workshop a cui parteciperete nei prossimi giorni vi diano forza, perché io posso soltanto immaginare che ci siano giorni in cui avete lavorato più ore di quelle che il vostro capo immagini mentre vi preoccupate di come aiutare un ragazzo che sapete che ce la può fare. Giorni in cui vi sentite completamente soli, impreparati o senza speranze.

E so che ci sono persone, in questa stanza, che vanno a scuola ogni giorno e che vengono trattati come merda senza una ragione. Oppure andate a casa e sentite di non poter raccontare ai vostri genitori tutta la verità circa voi stessi. E invece di cercare una vostra collocazione, vi preoccupate per il futuro, per il college, il lavoro e anche per la vostra incolumità personale. E quando cercate di crearvi un’immagine mentale della vostra vita, di cosa mai potrà accadervi, rischiate di comprimervi ogni giorno un po’ di più. Tutto questo è tossico, doloroso e profondamente ingiusto.

A volte è qualcosa di piccolo e insignificante che può davvero buttarti a terra. Io mi sforzo di non leggere di gossip, ma l’altro giorno su un sito ho letto un articolo con una foto di me con i pantaloni della tuta mentre andavo in palestra. L’articolista chiedeva “perché questa piccola bellezza insiste a vestirsi come un omaccione?” Perché mi piace stare comoda. Ci sono un sacco di stereotipi pervasivi sulla femminilità e la mascolinità che definiscono come dovremmo comportarci, vestirci, parlare e non servono a nessuno. Chiunque esca da queste cosiddette regole diventa passibile di commenti e sospetti. E la comunità LGBT conosce tutto questo molto bene.

Tuttavia c’è coraggio, tutto intorno a noi. L’eroe del football Michael Sam, l’attrice Laverne Cox, i musicisti Tegan e Sara Quinn, la famiglia che supporta la figlia o il figlio che ha dichiarato la sua omosessualità. E c’è coraggio in questa stanza, in tutti voi. E io sono ispirata dall’essere in questa stanza perché ognuno di voi è qui per la stessa ragione, Voi siete qui perché avete adottato come filosofia di vita il semplice fatto che questo mondo sarebbe un posto molto migliore se facessimo uno sforzo per essere meno orribili gli uni con gli altri.

Se noi prendessimo cinque minuti per riconoscere la bellezza che c’è nell’altro, invece di attaccarci a vicenda per le nostre differenze. Questo non è difficile. È davvero un modo più semplice e migliore di vivere. E, in fondo, salva delle vite. Quindi, ripeto, non può essere la scelta più difficile. Perché amare gli altri inizia con l’amare e l’accettare noi stessi. E io so che molti di voi hanno lottato con questo. E io aspiro alla vostra forza e al vostro supporto in modi che non potrete mai immaginare.

E io sono qui oggi perché sono gay. [applausi] Grazie. E forse perché io posso fare qualcosa per aiutare gli altri ad avere una vita più facile e più piena di speranze. A parte le considerazioni personali, sento un obbligo morale e una responsabilità individuale. Lo faccio anche per me stessa perché sono stanca di nascondermi e stanca di mentire nascondendo la verità. Ho sofferto per anni perché ero spaventata all’idea di dichiararmi. Il mio spirito ha sofferto, la mia salute mentale ha sofferto e le mie relazioni hanno sofferto. E ora sono qui oggi con tutti voi dall’altra parte di quel dolore.

E io sono giovane, sì. Ma quello che ho imparato è che l’amore, la sua bellezza, la sua gioia e sì, anche i suoi dolori, è il più incredibile dono da dare e da ricevere come essere umano. E tu hai il diritto di sperimentare l’amore, pienamente, nell’uguaglianza, senza vergogna e senza compromessi. Ci sono troppi ragazzi, là fuori, che soffrono per il bullismo, l’emarginazione o semplicemente per l’essere maltrattati per quello che sono. Troppe persone che si arrendono, troppi abusi, troppi homeless, troppi suicidi. Voi potete cambiare tutto questo e voi lo state cambiando. Ma voi non avete mai avuto bisogno che io venissi qua a dirvi tutto questo, ed è perciò che tutto questo è un po’ strano.

L’unica cosa che voglio veramente dire, ed è quello che sto cercando di mettere insieme da cinque minuti, è grazie. Grazie per avermi ispirato. Grazie per avermi dato speranze. E, per favore, continuate a cambiare il mondo per persone come me. Buon san Valentino, io vi amo.”

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