Un Bombarolo

There is nothing, nowhere, neither on earth nor in heavens, that can make the true untrue or the untrue true. (Bartolomeo Vanzetti)

Australia, marzo 2014.

Inizia un nuovo campionato del mondo di Formula 1 e i commentatori parlano di “nuova era” o cose del genre, e hanno anche ragione. Motori turbo 1600cc con un sistema di recupero dell’energia con motori elettrici COMPLICATISSIMO (e costosissimo, con buone pace di budget cap e tante altre sciocchezze sentite gli anni scorsi), musetti bassi raccapriccianti (i regolamenti tecnici non saranno mai semplificati, mai, mai, mai), diversa gestione di ERS e DRS, tecnicamente un po’ di tutto. Nonostante tutte queste rivoluzioni, le macchine continuano ad avere un aspetto tragicamente omogeneo, la varietà del 14 luglio 1979 è irripetibile.

Tra le altre cose, i piloti hanno potuto scegliersi il numero di gara. Anche questa è una novità “relativa”, la Ferrari correva con il 27 e il 28 in tempi in cui le macchine iscritte al campionato erano 24, ma, almeno, finora, le due macchine di una scuderia avevano numeri vicini. Questo anche con le stramberie della Williams, che nel 1992 e nel 1993 corse con lo 0 e il 2, in seguito ai ritiri di Mansell e Prost, campioni del mondo in carica. A proposito di Mansell, noto con dispiacere che nessun pilota ha scelot il 5 (Mansell lo aveva rosso, sulla Williams, che aveva il musetto blu, per ricordare la Union Jack) e nemmeno il 12 di Lauda. Forse è superstizione.

La prima gara è appena finita e si può già fare un primo confronto con le previsioni dei giornalisti. Intanto direi che la Red Bull non va poi così male come l’avevano dipinta. Potrà avere problemi di affidabilità, spesso le soluzioni estreme di Adrian Newey portano a conseguenze fastidiose, tipo i piloti che stanno così stretti da non riuscire a guidare (“non è l’abitacolo troppo stretto, è il pilota troppo grosso”, pare abbia detto un giorno) o il cambio che si surriscalda perché la CocaCola è troppo rastremata. Il ritiro di Vettel potrebbe avere qualche relazione con cose di questo genere: in compenso, Ricciardo, al suo esordio in Red Bull, è arrivato secondo senza apparenti difficoltà.

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Rosberg sulla sua Mercedes, ottimo esempio degli orrendi musetti delle monoposto del 2014.

I motori Mercedes vanno bene. Le macchine coi motori Mercedes vanno bene. Hamilton si è però ritirato per qualche problema di motore, non il miglior biglietto da visita per il pilota di punta del team di punta del marchio tedesco. Rosberg, nel frattempo, dopo una partenza strepitosa e una gara perfetta, ha vinto come vinceva Vettel due anni fa. La Ferrari meh: Alonso quinto, Raikkonen ottavo (tamponato da Kobayashi alla partenza, i posteri sapranno se ha avuto danni al retrotreno che lo hanno rallentato), sicuramente ci si aspettava di più (“sfida tra Mercedes e Ferrari”, dicevano i giornali qualche giorno fa).

In ogni caso, sul podio della prima gara sono andati tre piloti con un’età complessiva di 73 anni: praticamente tre ragazzini, i piloti Ferrari totalizzano 66 anni in due, per dire. Da questo punto di vista, almeno, si può davvero dire che è l’inizio di una nuova era. Per il resto, tra i primi otto, ci sono due Ferrari, due McLaren, una Mercedes, una Red Bull, una Williams e una Force India. La sorpresa Catheram, che in molti prospettavano, sembra sia ancora in fase transizionale, diciamo. In ogni caso, vorrei ricordare che anche l’anno scorso, all’esordio a Melbourne, la Red Bull non era sembrata particolarmente in palla, in gara: vinse Raikkonen su Lotus, davanti ad Alonso, terzo Vettel: il tedesco era partito primo, ma poi la macchina non andava come doveva e, perdendo tempo qua e là, si era trovato dietro dopo i vari cambi gomme. A fine stagione, divenne campione del mondo con 13 vittorie su 19 gare e 397 punti contro i 242 di Alonso, che finì secondo.

La stagione è appena iniziata, la gara non è stata granché, ma si è visto di peggio. Speriamo che la Ferrari ricominci a vincere, così la RAI riprende l’esclusiva per la diretta TV: il commento della BBC è sicuramente meglio, ma chiedere il canone e non trasmettere la Formula 1 è davvero un’infamata.

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