Un Bombarolo

There is nothing, nowhere, neither on earth nor in heavens, that can make the true untrue or the untrue true. (Bartolomeo Vanzetti)

Archivi Mensili: ottobre 2014

Su Halloween e altre tregende

Stasera si festeggia Halloween, in un tripudio di scheletri, zombie, zucche svuotate e luoghi comuni. Halloween ci piace, ci piacciono i bambini che mangiano dolci e comprano nuove auto ai dentisti, ci piace questa atmosfera da carnevale un po’ dark, anche se non fa parte della nostra tradizione secolare. Chi se ne frega, è una festa, le feste vanno sempre bene. C’è un sacco di gente che deve fare la strana, e allora tira fuori strane obiezioni, pro o contro Halloween, e questo mi piace un po’ meno.

“Non è una roba nostra, l’abbiamo imparata dagli americani” va per la maggiore. Abbiamo imparato anche a masticare gomme, mangiare hot dog e hamburger, votare attori, bere CocaCola e molte altre cose decisamente più dannose, dagli americani, ma nessuna come Halloween suscita la disapprovazione del popolo. È una cosa che mi incuriosisce molto.

“Non è Halloween, è la vigilia di Ognissanti” è bellissima. L’etimologia di Halloween è proprio “la sera di Tutti i Santi”, tutte le feste cristiane iniziano la sera prima, è un retaggio della cultura ebraica secondo cui il giorno inizia e finisce al tramonto. Infatti, a Natale c’è la Messa di mezzanotte e a Pasqua la veglia, la sera del sabato. Quindi, Halloween È la notte di Ognissanti, per definizione. Non sono cose antitetiche.

“Non è la festa di Satana, è una festa celtica” è anche meglio. Significa semplicemente dimenticare che tra l’estinzione dei celti e gli smartphone ci sono state alcune decine di secoli,  in cui, sulle tradizioni antiche, si sono accastellate diverse culture, rendendoci quello che siamo ora. È come dire che Natale, in fondo, è la festa del solstizio d’inverno dei Celti, o la festa del Sol Invictus dei Romani (quelli che parlavano latino). Natale è il 25 dicembre perché in quel periodo cadevano delle importanti festività dei popoli precedenti che, attraverso un processo di sincretismo, si sono fuse con l’Hanukkah ebraica fino a dare il nostro Natale. Halloween, in effetti, cade in concomitanza con una festa celtica molto antica Samhain, che indicava la fine del “semestre luminoso” e l’inizio del “semestre oscuro”.

Oltre a Samhain e al solstizio d’inverno, che già abbiamo visto come sono stati sincretizzati in festività cristiane, anche la festa dell’equinozio di primavera era molto sentita dai popoli preromani dell’Europa centrale: questa è stata associata alla Pasqua ebraica e oggi festeggiamo la Pasqua cristiana “la prima domenica dopo il primo plenilunio di primavera”, una definizione che denuncia in pieno tutta la sua origine astronomica. Così come il Cristianesimo, anche i maghi e i satanisti, nel corso dei secoli, si sono “appropriati” delle festività celtiche e in generale precristiane, adattandole ai loro riti e alle loro credenze.

Un sabba d'altri tempi, con diversi demoni che partecipano insieme alle streghe e agli stregoni.

Un sabba d’altri tempi, con diversi demoni che partecipano insieme alle streghe e agli stregoni.

Il 21 dicembre, che già abbiamo visto al centro di diversi festeggiamenti religiosi per Celti, Ebrei e Cristiani, è considerato dai satanisti come “prima notte di Tregenda”, uno dei principali sabba dell’anno, in cui il sesso ha il ruolo predominante.

Il 2 febbraio, la Chiesa ricorda la presentazione di Gesù al Tempio, una festa chiamata spesso Candelora. Per i Celti, il primo febbraio, festa di Santa Brigida, era la fine della parte più dura dell’inverno, una pre-festa di primavera (peraltro, il proverbio dice “alla Candelora de l’inverno siamo fora, ma se piove o tira vento nell’inverno siamo dentro”, il concetto è passato anche ai Cristiani). I satanisti, la notte di Candelora preparano le candele per i riti di tutto l’anno, condendo il rituale con sacrifici di animali e un sabba a sfondo sessuale.

Il 21 marzo, equinozio di primavera, già citato per la Pasqua, è la seconda notte di Tregenda, la festa del sabba della fertilità, dove, nuovamente, i riti satanici si incentrano sul sesso.

Il 30 aprile, in un periodo non molto considerato da Ebrei e Cristiani, ma in concomitanza con una delle feste più importanti del calendario celtico, Beltane, si festeggia la notte di Valpurga, un sabba dedicato al denaro e alle ricchezze, che culmina con sacrifici, sia di animali che umani. La tradizione celtica vive in certe regioni italiane nei riti di Calendimaggio, a cavallo tra fine aprile e inizio maggio, con le prime fienagioni e l’inizio della stagione dei raccolti estivi. La notte di Beltane è una di quelle in cui il mondo dei vivi e quello dei morti sono più vicini, per questo streghe e maghi concentrano i loro sforzi in questa occasione.

Il 21 giugno, solstizio d’estate, si festeggia la terza notte di Tregenda, con un nuovo sabba dedicato al sesso, come per la prima notte di Tregenda, con orge e sacrifici. Il giorno di mezza estate è tutt’ora celebrato in molti paesi nordici, vista la grande rilevanza della luce nella vita di chi abita a grandi latitudini: questo basta a capire quanto questa tradizione di origine celtica sia ancora radicata.

Il 31 luglio, vigilia della festa celtica di Lughnasa, in cui si festeggiava il raccolto, i matrimoni, le pacificazioni, le unioni, mentre i satanisti, nella notte prima del primo agosto, festeggiano con sacrifici umani e animali.

Il 21 settembre, equinozio di autunno, ha luogo la quarta ed ultima notte di Tregenda, con un sabba dedicato alla conoscenza demoniaca, in cui si svolgono orge e mutilazioni di vittime sacrificali. Anche la festa di San Patrizio, figlia della tradizione celtica dell’equinozio di autunno, si celebra in quei giorni: una delle feste che in Irlanda, dove il sincretismo tra politeismo celtico e cristianesimo è più forte.

Il 31 ottobre, infine, si celebra il capodanno di Satana, nel giorno del suo compleanno. Come per Beltane, nella notte che sta arrivando il mondo dei vivi e quello dei morti si confondono e comunicano, rendendo ogni rito satanico più semplice e più efficace. Ogni desiderio, purché turpe e immondo, se suffragato da sacrifici umani o da deflorazioni di vergini potrà essere esaudito dal Maligno, in questa notte. Il sabba più importante dell’anno si svolge quindi nella notte di Halloween, insieme a tutti i rituali delle altre religioni.

Non so cosa ne pensiate voi, ma a me tutto questo piace un sacco.

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Siamo tutti bravi, il giorno dopo.

Per la serie “articolo di merda del giorno”, oggi vediamo la perla de La Stampa.

Sul sito di 3BMeteo (che apprezzo e seguo con una certa regolarità), fino a giovedì non si prevedeva niente di eccezionale. Il bello del sito di Brivio è che dà l’attendibilità delle previsioni: è quasi sempre 90% (che vuol dire NON 100%, val la pena sottolinearlo), dopo l’alluvione hanno cambiato le previsioni (e ci sta, le rifanno ogni tot ore, non una volta al mese) e abbassato l’attendibilità.

Mercalli parla perché lo intervista Fazio (e non dovrebbe essere titolo di merito, in un modo civilizzato). Prevedeva casino sul Ponente: Bravo Luca, peccato che avresti chiuso le scuole di Varazze ed è esondato l’Entella a Chiavari.

Saffioti mi delude profondamente. Il giorno 8 Limet scriveva:
“la sopracitata depressione nord-atlantica migrerebbe verso sud-est, tentando di sfondare sul comparto europeo centro-occidentale. Un’evoluzione di questo tipo non porterebbe nulla di buono per la Liguria. Ma non allarmiamoci, la distanza temporale, assieme al margine di cambiamento previsionale, è ancora discretamente ampio”
Il giorno 9 diventa più drastico
“Per oggi la giornata di oggi lo stato del tempo cambierà ben poco, anzi peggiorerà ulteriormente con alto rischio di temporali autorigeneranti sul settore centrale costiero con conseguenti accumuli di pioggia elevati.
La collocazione dei fenomeni più intensi sarà stabilita dalla posizione che assumerà la convegenza dei venti al suolo, ossia lo scontro tra lo scirocco caldo e umido in risalita da SE e la tramontana fredda e secca in discesa da N. Indicativamente dovrebbe essere tra Savonese orientale e Genovesato.”

Per fare un confronto, ARPAL l’8 annunciava:
“Si potranno avere temporali forti, organizzati e persistenti, con maggiore probabilità dei fenomeni sul centro della regione e, in misura minore, su Tigullio ed entroterra savonese. Nel complesso dell’evento sono previsti quantitativi di pioggia areali significativi.”
Giovedì 9 il bollettino della Protezione Civile riporta
“L’Arpal ha emesso un bollettino di avviso meteo che attende temporali forti estesi e diffusi per tutta la giornata che potrebbero provocare allagamenti ad opera di piccoli canali/bacini con possibili piene improvvise di piccoli rii; fenomeni di rigurgito del sistema di smaltimento delle acque piovane con coinvolgimento delle aree urbane più depresse. Possibili allagamenti e danni ai locali interrati, provvisoria interruzione della viabilità, specie nelle zone più depresse, scorrimento superficiale nelle sedi stradali urbane ed extraurbane. Eventuale innesco di locali smottamenti superficiali dei versanti. Possibili disagi alla viabilità e danni localizzati a strutture provvisorie e vegetazione per locali forti colpi di vento, trombe d’aria, grandine e fulmini. Occasionale pericolosità per l’incolumità delle persone e beni.”
Non mi pare che Limet abbia previsto l’apocalisse e ARPAL niente, ma forse sono io che non capisco l’italiano.

Antonio Sanò, con inattesa onestà intellettuale, ammette che le previsioni NON indicavano criticità. Per una volta, ilmeteo.it si dimostra coerente. La chiosa del dirigente ARPA Emilia Romagna è poi significativa. “I falsi allarmi sono dannosi come i mancati allarmi”. Non è del tutto vero (nessuno muore di falso allarme), ma nemmeno del tutto falso.

In questa settimana si sono susseguiti gli stati di attenzione e di avviso, prima dell’alluvione, e i cartelli in strada riportavano la probabilità di forti temporali. Questo messaggio non è arrivato. Alla popolazione arriva solo la massima allerta, il resto si perde nel rumore di fondo della comunicazione 2.0. Tanto varrebbe avere solo due stati, “RAGA TUTTO REGO” e “MERDA COI PINOLI”.

Sono depresso e affranto, sia per la tragedia che ha colpito la mia città, sia per l’irrazionale caccia al capro espiatorio che l’ha seguita. La grandezza della tragedia è compensata dall’azione dei tanti volontari che stanno ripulendo la città, un esempio per tutti, non solo in Italia; la pochezza e lo squallore della seconda invece, saranno dimenticati alla prima giornata di campionato e questo, se da una parte mi consola, perché finiranno le polemiche, dall’altra mi deprime ancora di più.