Un Bombarolo

There is nothing, nowhere, neither on earth nor in heavens, that can make the true untrue or the untrue true. (Bartolomeo Vanzetti)

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L’estaca.

C’è una canzone, “L’estaca” di Lluis Llach, che è diventata un inno per tutti i popoli che si sentono oppressi da qualcuno. In origine era stata scritta sotto la dittatura di Francisco Franco, per dire. In un modo o nell’altro, tutti ci sentiamo oppressi da qualcun altro, forse Putin meno degli altri, ma bisognerebbe essere lui, per esserne sicuri. Preferisco non essere lui, però.

L’originale è in catalano.

È stata tradotta in polacco

In còrso

In occitano

In basco

In francese

E probabilmente anche in qualche altra lingua. Tempo fa, ho provato a tradurla in genovese, poi però non so cantare, quindi non ci ho mai fatto niente. È qua.

A stanga.

Me messè o me parlava
l’atra matin in scia scâ
i gatti o sô aspetavan
e i cari amiavan passâ.

O me dixe se veddo a stanga
dove semmo tutti ligae
se no poriemo desfala
mai no poriemo anâ.

Tiemmo tutti e a cazziâ
tanto tempo a no duâ
seguo ca cazze, a cazze a cazze
tanto ferma a no a l’è ciù.

Se ti tii forte chì
e mi tio forte là
seguo ca cazze, a cazze a cazze
e gh’aviemo a libertae.

Ma mi l’è tanto che tio
che me bruxa e muen
e se me manca e forçe
a veddo ciù forte ancon.

Ti veddi comm’a l’è marsa
ma ad ogni moddo a sta lì
che finna e forçe me mancan
se rimettiemo a cantâ.

Tiemmo tutti e a casiâ
tanto tempo a no duâ
seguo ca cazze, a cazze a cazze
tanto ferma a no a l’è ciù.

Se ti tii forte chì
e mi tio forte là
seguo ca cazze, a cazze a cazze
e gh’aviemo a libertae.

Me messé ciù o no parla
o se n’è anaeto in çé
a l’inferno o chissà dove
mi son sempre inscia scâ.

E quande passa e atre gente
tio sciù a testa a cantâ
a cansun de me messé
l’urtima ch’o m’ha insegnou.

Tiemmo tutti e a casiâ
tanto tempo a no duâ
seguo ca cazze, a cazze a cazze
tanto ferma a no a l’è ciù.

Se ti tii forte chì
ìe mi tio forte là
seguo ca cazze, a cazze a cazze
e gh’aviemo a libertae!

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Scientificast.

Dopo secoli dall’ultimo post (“che hai fatto in tutti questi anni?” “sono andato a letto presto”, naturalmente), vorrei dire che non sono morto. Non è nemmeno che non abbia più niente da dire, tutt’altro. Ma sono affaticato. Unbombarolo cercava di far nascere dubbi nella gente, raccontava storie curiose, sperando che questo servisse a far venir voglia al lettore di approfondire qualcosa.

È sempre una cosa importante, sia chiaro. Il problema è che mi sembra sempre più contrario ai metodi di comunicazione dominanti nella nostra società. Spero di sbagliarmi e che mi torni la voglia di scrivere che avevo qualche mese fa. Nel frattempo, ho ricevuto con piacere l’invito a collaborare con i ragazzi di Scientificast, dove scriviamo di scienza cercando di farlo per chi legge, non per chi scrive. Dateci un’occhiata, ogni tanto.

A presto.

Classifiche alla Cordialmente.

Una delle mie trasmissioni radiofoniche preferite è Cordialmente, su Radio DJ. Ho scritto una buona fetta di tesi di laurea ascoltando Cordialmente e credo si vedessero i risultati, ma va be’. Chi non ne fosse un assiduo ascoltatore deve sapere che la trasmissione si articola in una serie di rubriche più o meno assurde, molte delle quali vengono presentate come colonne portanti della trasmissione e, in realtà, appaiono in una sola puntata. Molto spesso, invece, viene presentata una classifica, sempre un po’ assurda, ma sempre divertente, tipo la “classifica delle parole di senso compiuto che sembrano bestemmie ma che non lo sono da utilizzare nelle barzellette estreme per non urtare la sensibilità dell’elettore cattolico così importante in questa fase di cambiamento“, che ebbe grande successo dopo una famosa grezza di Berlusconi.

Una classifica che non hanno mai fatto, o che io non ho mai sentito, è quella delle “frasi che un leader di sinistra avrebbe dovuto dire almeno una volta nella storia e che invece non sono mai state dette da nessuno”. In realtà, stilare una classifica come questa sarebbe un’impresa titanica, ma una prima top five mi sento di proporla.

Al quinto posto, oscillante tra il terzo e il nono da più di vent’anni, troviamo “Non capisco perché le noie giudiziarie di Berlusconi debbano rappresentare un problema per un partito grande e radicato sul territorio come il PDL: quand’anche Berlsuconi dovesse sparire dalla scena politica, il PDL non avrebbe nessun problema, ne sono certo.”, a cui si può rispondere ammettendo che il PDL senza Berlusocni muore o con altre affermazioni fortemente autolesive.

In quarta posizione, in discesa, “Uscire dall’Euro sarebbe un’ottima idea, per me, se avessi un’azienda con i dipendenti in Italia, a cui svaluterei lo stipendio, e i capitali all’estero, dove potrei mantenerli in Euro, o Sterline, o Talleri di Maria Teresa.”: il tema dell’uscita dall’Euro sta perdendo un po’ campo in favore di altre amenità, come Ruby o gli scontrini. Strano che nessuno abbia ancora messo insieme le cose e proposto che il meretricio sia sottoposto allo stesso regime fiscale di medici ed avvocati, magari con un ordine professionale apposito.

Terza stabile, un grande classico, è “Vorrei ricordare che, dalle valli lombarde dove la Lega raccoglie montagne di voti, partono anche migliaia di lavoratori frontalieri che, per gli omologhi svizzeri della lega, sono la peggiore feccia dell’umanità.”, chiaro esempio di relativismo culturale applicato alla scala del razzismo, una scala che ha un sacco di scalini in basso e nessuno in alto.

Al secondo posto, una new entry pompatissima dai recenti stravolgimenti elettorali,”Vorrei commentare le ultime dichiarazioni di Grillo abbondando nel turpiloquio e chiamandolo Bellachioma, per essere in linea con il suo modo di esprimersi, ma non riesco ad abbassarmi a tanto, per cui non le commenterò proprio.”, va bene un po’ per ogni occasione e, in fondo, non va a detrimento della comprensione da parte dell’elettore del messaggio politico degli uni e degli altri, almeno per come è espresso oggi.

Prima da tempo, stabile e inarrivabile, troviamo “Un partito che ha bisogno di un leader forte è un partito che non ha idee, un partito con delle idee non ne ha bisogno e può confrontarsi con altri partiti sulla base delle idee: il PDL ha Berlusconi e il M5S ha Grillo, non abbiamo nessuno con cui parlare.”. Il problema, però, è che, oltre a non esserci qualcuno che dice le frasi che vorrei sentir dire, anche le idee vacillano e ci sono troppi aspiranti leader forti. Persone che, spesso, di forte hanno solo il tono di voce.

Chiavi di ricerca (2)

Mai paghi di elogiare la fantasia umana, diamo il giusto risalto alle chiavi di ricerca che hanno condotto ignari navigatori della rete a questi lidi. Dopo aver raccolto qui una prima selezione di mirabilia, penso sia il caso di raccogliere i frutti di questi altri 3 mesi (o quasi).

1) CARTINA DEL PLANISFERO POLITICO CHE INDICA LE PERSECUZIONI CRISTIANE ALL’OGGI

Io una cosa così lunga su google non l’ho mai scritta nella vita.

2) LE GARE DI MACCHINE SONO NOIOSE

La gente è pazza, le gare di macchine sono ENTUSIASMANTI nonostante il commento tragicomico di Mazzoni e compagnia.

3) CHIATTE ATTREZZATE

Se non fosse che mi ricorda un po’ “cessi con le ruote”, sembrerebbe un argomento interessante. A Genova c’è, in porto un’isola di chiatte, probabilmente il posto che preferisco per andare a leggere in pace. Forse, su una chiatta attrezzata opportunamente, ci vivrei anche volentieri. Ciononostante, non credo di aver mai parlato di niente di simile in vita mia.

4) CHI HA AVUTO UNA SVELTINA IN TRENO

Dopo “una sveltina con una prostituta”, passiamo alla nuova frontiera delle malattie veneree. Non ho parole.

5) CORRADO BASSI BOLZANO

La combinatoria delle parole, come sapevano i maestri della Torah, genera conoscenze inaspettate. Cercando un consigliere dell’Associazione Nazionale Alpini, o un esperto nella posa dei pavimenti, si può trovare qualcuno che parla di Corrado Passera, di stipendi bassi e della provincia di Bolzano. Tutto in una volta.

6) LA GENTE DI GRONDA DEL GENERE

Sinceramente, non ho idea a cosa queste parole possano fare riferimento. Si accettano esegesi, anche a sfondo ufologico.

7) DOVE SI SVOLGONOLE PRIMARIE A GENOVA

(sic) Ecco, vorrei saperlo anche io. Mesi di polemiche, ma pur sapendo benissimo cosa non vogliono Bersani e Renzi, non ho capito bene cosa si debba fare noi elettori.

8) MEDIOCRI ELEGGONO GENI

Sì, forse in paradiso.

9) PER CHE IL MIO FRIGO SI FERMA E RIPARTE SPESSO

(sic) Ho provato a ripetere questa ricerca, guardato alcune decine di pagine di risultati, e del mio blog non ho trovato traccia. La domanda è anche scientificamente interessante, ma, secondo me, rischia di essere uno dei pochissimi argomenti che, con una rapida ricerca su google, non trova una risposta soddisfacente. Ecco, secondo me, se il relé del compressore attacca e stacca troppo frequentemente, vuol dire che il controllore PID non sta funzionando a dovere, oppure che il termostato non sta funzionando a dovere, oppure che il compressore ha delle turbe. Cioè, può essere un po’ qualunque cosa.

Questo fatto che google mi dice attraverso cosa la gente arriva al mio blog mi porterà alla spersonalizzazione. Comunque, sarò felice.

Chiavi di ricerca.

Copio da una delle mie blogger preferite e condivido il mio stupore per le stramberie che vengono cercate su google e che, per motivi insondabili, portano visitatori a questo blog. Non vorrei che questa fosse interpretata come una sfida a Tegamini, non sum dignus, ma più come una specie di tributo, spero divertente.

1) POSTO FREDDO FAMOSO (cercato 2 volte)

Sono affranto, non pensavo che il mio blog fosse famoso e soprattutto non vorrei che fosse freddo. Anche per questo cerco di renderlo più accogliente con questo post di oggi. Speriamo bene.

2) PHILIPPE DAVERIO SITO UFFICIALE (cercato 2 volte)

No, non sei nel posto giusto.

3) FRANK GEHRY È ATEO

Sinceramente non ne ho idea: in ogni caso, credo che questo sia del tutto irrilevante per il suo lavoro di architetto, un po’ come domandarsi se sia tifoso dei Red Sox o dei Cubs (io comunque tengo per i Red Sox).

4) SVELTINA CON PROSTITUTA

Sono pronto a scommettere che io questo argomento non l’ho mai trattato né ho mai pensato di trattarlo. Il rincoglionimento avanza, quindi potrei sbagliare, ma non controllerò.

5) PER MANTENERE LA MORBIDEZZA DELLE ACCIUGHE SALATE

Argomento pregnate e di interesse collettivo, se qualcuno ha qualche buon suggerimento sarò lieto di metterlo a disposizione di chi lo cerca. E anche a mia disposizione, che mi interessa.

6) SI TROVARONO NEL POSTO SBAGLIATO AL MOMENTO SBAGLIATO

Sì, arrivando qui.

7) ATTACCO AL BLOG DI BEPPE GRILLO

Ci tengo a dirlo, coi tempi che corrono, che NON SONO STATO IO!

8) SI AMO BRUTI (scritto così)

Oh, parla per te!

9) MORIRE D’INFARTO

Magari in un altro momento, va.

10) FENILETILAMINA (3 varianti, cercata 10 volte)

Drogati!

11) ANIMALI FANTASTICI DEL BOSCO

E qua mi sento particolarmente vicino a Tegamini, per cui sono contento. Quello che temo, però, è che non si cercassero unicorni o chimere, ma vitelli dai piedi di spugna, di cobalto, di balsa e tonnati.

12) PREMIO NOBEL CLASSE NP P

No, ragazzi, quello è un problema di matematica e non esiste un premio Nobel per la matematica. Nobel istituì il premio per le “scienze utili”, che avessero un’applicazione immediata (il Nobel per la pace è stato istituito in un secondo tempo). Le malelingue asseriscono che la scarsa simpatia di Nobel per i matematici derivasse anche dal fatto che sua moglie se l’intendesse con un matematico, ma noi non diamo credito a queste voci di corridoio, vero?

Primo frammento.

Francesco teneva la testa bassa. Ma gli occhi erano fissi sul suo uomo. Aveva abbandonato il suo giornale di annunci mentre il treno era ancora nella prima galleria, si era aggiustato i capelli con il suo odioso pettine di tartaruga e si era infilato nell’ultimo compartimento del vagone. Il rituale del giovedì iniziava, una sveltina sul treno con una prostituta mentre le altre si cambiavano per la serata di lavoro. Laido, miserabile, repellente, ma preciso come un orologio, ogni giovedì era la stessa storia. Fermata, altre prostitute che salgono, risolini, ma l’impressione che nessuna di loro fosse davvero stupita, il treno che riparte.
Un’altra fermata, la stessa scena. Francesco sentiva il sangue camminargli nelle vene. Aveva letto da qualche parte che ci sono persone che continuamente sentono il suono del sangue che cammina nelle arterie e nelle vene che passano vinco al timpano. In quel momento era uno di loro. La mano andava avanti e indietro sul metallo. Sentì una goccia di sudore scendergli sulla fronte, e capì a cosa servono le sopracciglia. Il sudore non era previsto, doveva rimanere calmo, respirò profondo e guardò l’orologio, senza leggere l’ora.
Un’altra fermata. Qualcuno che scende, gli ultimi pendolari della sera, ma solo dalla parte anteriore del treno. La parte posteriore era abitata solo da relitti della società che andavano a passare la notte non in una comoda casa di periferia, ma su qualche strada o in qualche locale consono ai loro traffici. Tutti tranne uno, c’era un intruso… non avrebbe interferito.
Il treno era appena ripartito quando Francesco vide il suo uomo uscire dallo scompartimento di fondo. Si stava ancora aggiustando il riporto con il suo pettine di tartaruga, ma ora aveva il viso rosso e la cravatta storta. Francesco si alzò, andò verso l’uscita anteriore del vagone e si rigirò verso l’uomo che stava avanzando lentamente. Sul volto dell’uomo si lesse il terrore per una frazione di secondo, poi si udì uno scoppio e apparve un buco rosso sulla sua fronte.
Francesco tirò il freno di emergenza, aprì la porta e scese lentamente, avviandosi verso i binari.

Profumo di donna.

Noi umani abbiamo un olfatto estremamente raffinato e, di solito, lo usiamo pochissimo. Anche quando lo usiamo, spesso lo facciamo senza rendercene conto. Quando siamo raffreddati, spesso pensiamo di “non sentire i sapori”, quando invece non sentiamo gli odori: di fatto, i sapori sono solo cinque (o forse sei, ma abbiamo pensato per decenni che fossero quattro e siamo vissuti benissimo), mentre gli odori sono migliaia: con il solo senso del gusto è molto difficile distinguere la frutta dalla verdura, addirittura. Ci aiutiamo (consciamente) con la vista e il tatto e ancora di più con l’olfatto (ma inconsciamente).

L’olfatto è invece fondamentale per moltissime specie di animali. Attraverso l’olfatto, la maggior parte degli animali acquisisce le informazioni più rilevanti per la sua vita, riconosce il cibo, identifica i potenziali partner e percepisce la presenza dei suoi nemici naturali. Per questo, l’olfatto è gestito da una parte molto antica e primordiale del nostro cervello, molto strettamente legata alle emozioni e molto meno al ragionamento. Infatti è di solito molto difficile dare un nome alle cose di cui si sente il profumo, c’è un sacco di distanza tra il pezzo di cervello che riconosce gli odori e quello che dà il nome alle cose. D’altra parte, se sentiamo il profumo di una pietanza che ci preparava la nonna quando eravamo bambini, immediatamente ci ricordiamo se era il nostro piatto rpeferito, e siamo felici, o se era una cosa che odiavamo, e non siamo felici per nulla.

Nei corsi per assaggiatore di vino si impara a riconoscere i profumi e a dare loro un nome, un esercizio che mi ha insegnato ad usare un po’ di più il mio naso. Non è facile, bisogna allenarsi, ma i risultati sono incredibili. A volte, però, si hanno delle sorprese non del tutto gradite. A volte, ad esempio, si può incontrare qualcuno che porta un profumo particolare. Magari si è su un autobus, in mezzo a sconosciuti, e si sente un profumo di donna, ma non un profumo di una donna qualunque, ma quel profumo di Quella Donna. Lo riconoscete immediatamente, girate lo sguardo intorno a voi, pur sapendo che non può essere lì, perché sapete benissimo che è altrove, ma c’è il suo profumo, il vostro inconscio si attiva al massimo delle sue potenzialità e non è né perché pensa al cibo né perché pensa ad un predatore.

Profumo di donna. Non è solo un film.

Il giorno dei buoni propositi.

Un sacco di gente fa una lista di buoni propositi ogni anno, magari a capodanno. Mancano pochi giorni al giorno più lontano da capodanno che ci sia, ma non vedo perché un giorno così, come oggi, non debba essere il giorno giusto per guardare all’anno trascorso e pensare a quello che viene. In fondo, ogni giorno ha un anno prima e un anno dopo e nessun giorno è un giorno qualunque. Oggi non è un giorno qualunque.

Nell’ultimo anno mi sono iscritto a twitter, ho aperto un blog, conosciuto gente virtuale, conosciuto gente reale, incontrato nuovamente persone che pensavo di aver perso irrimediabilmente. Forse ho anche perso qualcosa o qualcuno per la strada, ma sento di aver trovato e ritrovato molto. Comunque, oltre al consuntivo dell’anno trascorso, ci sono i buoni propositi per il futuro, perché quando finisce un anno, ne inizia anche un altro. Il problema dei miei buoni propositi è che non sempre sono del tutto buoni e che troppo spessi rimangono propositi. Per questo, tanto vale che non li scriva. Tanto ne avrete anche voi, e non saranno tanto diversi. Comunque, una cosa ve la consiglio. Non perdete le persone care che avete e cercate di ritrovare quelle da cui vi siete separati. Non amici e conoscenti generici. Le persone care per davvero. Non se ne incontrano tante, nella vita.

Fitzcarraldo.

Ogni tanto, tutti noi avremmo bisogno di un po’ dello spirito di Fitzcarraldo, secondo cui chi sogna può spostare le montagne.

Almeno, io ne avrei bisogno, che spesso mi dimentico anche di sognare.

Guarda su.

Quando pensi che un problema sia troppo grande da risolvere, guarda su. Il nostro è un piccolo mondo. Molto piccolo.