Un Bombarolo

There is nothing, nowhere, neither on earth nor in heavens, that can make the true untrue or the untrue true. (Bartolomeo Vanzetti)

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Malesia, marzo 2014.

Mi sembra evidente che la crisi della Red Bull non fosse così insormontabile. Sicuramente la Mercedes va davvero forte, ma anche gli amici austriaci sembrano in grado di difendersi decorosamente. Un po’ meno la Ferrari, anche per il colpo di sfortuna capitato a Raikkonen al primo giro. Di fatto, gli incidenti al primo giro sono stati tra gli eventi più interessanti della gara, comunque. Fortuna che ad un certo punto è arrivato il panico che si potesse mettere a piovere. Che poi la pioggia non è che renda le gare più divertenti, le incasina soltanto. Con un regolamento idiota che prevede di usare due tipi di gomme diversi durante la gara, a meno di pioggia, c’è chi si inventa di andare con le option (cioè, delle due mescole di gomme da asciutto, le più morbide) finché può sperando nella pioggia. Schizofrenia allo stato puro.

Campione del mondo della sfortuna è Ricciardo, per oggi. Parte benissimo, guida forte, intorno al quarantesimo giro si ferma per cambiare le gomme, non gli chiudono un dado, si ferma a metà pit lane con l’anteriore sinistra che sballonzola, viene spinto indietro a braccia per fissare la ruota, riparte con un giro di ritardo. Non finisce il giro che perde l’alettone anteriore, prendendo un cordolo in modo un po’ maleducato, si riferma per sostituire il pezzo e rientra in tempo per ricevere la comunicazione che deve scontare 10 secondi di stop&go perché la squadra l’ha rimandato in pista in condizioni di non perfetta sicurezza. Oltre il danno, la beffa: dalla quarta all’ultima posizione e con un distacco incolmabile. Si conferma l’alone di sfiga che attanaglia i compagni di squadra di Vettel.

Ricciardo ai box, un’immagine ricorrente del GP di Malesia 2014.

Nel frattempo, la gara finisce senza pioggia, con Hamilton, Rosberg e Vettel sul podio. I NoEuro potrebbero arguire che questo predominio tedesco è inaccettabile, ma tant’è. La Mercedes va davvero forte, probabilmente aveva un margine più grande di quello che si è visto in gara. La Red Bull non è in crisi come sembrava qualche settimana fa (o, almeno, gli altri sono più in crisi di lei). La Ferrari fa quello che può, fortuna a parte, la macchina non sembra un bijoux. Un’ottima impressione la dà la Force India (che comunque ha un motore Mercedes) che con Hulkenberg ha messo a dura prova Alonso, in una (forse l’unica) bella lotta per il quarto posto negli ultimi giri. Alla fine l’ha spuntata Alonso, che, a giudicare dalla TV, ne aveva molto molto di più di Hulkenberg. Ora possiamo con calma attendere che controllino la benzina, il fondo, il taglio di capelli dei piloti e le interiora di alcuni animali sacrificati agli dei per sapere se la classifica sarà confermata o modificata come due settimane fa.

Vorrei concludere con una considerazione sui regolamenti. Si sono inventati l’alettone posteriore mobile (un aborto dal punto di vista della sicurezza che non si era mai visto, nemmeno ai tempi dei rifornimenti in pista con la benzina in pressione) per facilitare i sorpassi e le gomme che durano cinquanta chilometri per creare casino ai box. Tra gli effetti collaterali di questa seconda regola, ovviamente, spicca il fatto che lo spettacolo ai box sia uno spettacolo solo agli occhi di pochissimi disagiati, ma c’è un altro aspetto particolarmente importante. Più le gomme sono “fragili”, più rilasciano trucioli lungo la strada. In tutte le inquadrature ravvicinate si vede la traiettoria pulita e il resto della carreggiata pieno di spazzatura. Un pilota che volesse sorpassare, può aprire l’alettone, prendere la scia, uscire dalla traiettoria e iniziare a pregare in tutte le lingue che conosce: raccogliendo una montagna di trucioli con le sue gomme, infatti, perde un sacco di efficienza in frenata, fondamentalmente vanificando il vantaggio dell’alettone mobile.

Ancora una volta complimentoni a chi scrive i regolamenti tecnici, gli amanti della Formula 1 vi ringraziano dal profondo del cuore.