Un Bombarolo

There is nothing, nowhere, neither on earth nor in heavens, that can make the true untrue or the untrue true. (Bartolomeo Vanzetti)

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Di navi fantasma e scorie nucleari

Una ventina di giorni fa, una nave bianca e blu, presumibilmente battente bandiera russa, ha attraccato al porto militare di La Spezia per caricare, in massima segretezza, del materiale da portare a destinazione ignota. Vigili del fuoco vestiti da astronauti, mezzi militari ovunque, gli ingredienti per la spy story ci sono tutti. Pare che nei registri del porto non sia rimasta traccia né dell’attracco, né del carico, né della partenza di questa nave fantasma.

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Già pochi giorni dopo il grosso del mistero si era attenuato molto, con il Prefetto che spiegava come si trattasse di “sostanze fissili non irraggiate” (definizione curiosa, almeno all’orecchio di un fisico nucleare) trasportate dal Centro Italia alla Spezia per essere rimosse definitivamente dall’Italia. Il Secolo parla di plutonio, che, a rigore, non corrisponde alla definizione del Prefetto, visto che il suo isotopo fissile più comune, il Pu239, si ottiene facendo assorbire un neutrone all’isotopo 238 dell’uranio, cioè irraggiandolo, ma non andremo così tanto per il sottile.

Più interessante è il riferimento al vertice sulla sicurezza nucleare di Seul del 2012, nel cui documento finale si legge:
“Riconoscendo che l’uranio altamente arricchito (HEU) e il plutonio purificato richiedono precauzioni speciali, noi sottolineiamo ancora una volta l’importanza di tenere sotto controllo, mettere appropriatamente al sicuro e consolidare questi materiali. Incoraggiamo anche gli Stati a considerare una sicura, affidabile e immediata rimozione di tutto il materiale dagli impianti non più in uso, come si ritenga appropriato e in accordo con la sicurezza nazionale e gli obiettivi di sviluppo.”

L’Italia ha rinunciato alle centrali nucleari per uso civile con un referendum nel 1987 (e tuttora attendiamo, ad esempio, un sito per lo stoccaggio del materiale fissile, fissionato e irraggiato, che, val la pena sottolinearlo, non è soltanto derivante dalle centrali nucleari, ma anche da diverse altre attività, non ultima la medicina), ribadendo questa decisione con un altro referendum nel 2011. Inoltre, ha aderito al Trattato di Non Proliferazione Nucleare nel 1969, tra i primi paesi al mondo. La presenza di HEU e plutonio purificato in Italia aveva quindi solo scopi di ricerca e di sviluppo, ad esempio, di sistemi per la sicurezza nei trasporti, per scoprire se qualcuno trasporta materiale fissile nascosto in un container, per dire. La quantità di materiale fissile per questo tipo di attività, comunque, poteva e doveva essere ridotta al massimo, visto che, di fatto, si tratta della stessa roba con cui si fanno le bombe.

Il Governo italiano aveva pianificato, al più tardi nel 2012, la rimozione di tutto il materiale fissile dal territorio italiano entro il summit per la sicurezza nucleare del 2014, che si sta tenendo in questi giorni. Questa decisione era nota nell’ambiente da tempo, come si può vedere qui e qui, ad esempio. Che cosa facesse e da dove venisse la nave incriminata a La Spezia si poteva scoprire sul sito dell’armatore (scoprendo tra l’altro che si tratta di una nave britannica) e, a quel punto, il puzzle sarebbe stato quasi completo. Il Nuclear Security Summit 2014 è in corso in questi giorni e, prontamente, la Casa Bianca si congratula con l’Italia per aver completato l’opera di rimozione del materiale fissile in eccesso dal suo territorio.

Il mistero è svelato, come ci dice anche il Secolo, ma ne resta uno ancora più profondo ed inquietante: perché nascondere la verità, fomentando complottisti e deficienti di ogni sorta, quando bastava raccontare questa storia, semplice, linda e tutto sommato rassicurante, già il giorno dopo la partenza della “nave misteriosa”?

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